Visualizzazione post con etichetta Riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Riflessioni. Mostra tutti i post

sabato 18 maggio 2024

La Grande Sacerdotessa di Sangue

Nel 1996 potevamo ammirare sul grande schermo una bellissima e conturbante Salma Hayek, vestita da divinità precolombiana, danzare avviluppata tra le spire di un boa albino sul palcoscenico di uno strip club ai confini della realtà. Un club dove si commettevano le peggiori atrocità, uscite dalla penna verace di Quentin Tarantino e dirette dall'occhio vigile di Robert Rodriguez.

Ma se vi dicessi che, in un villaggio dimenticato del Messico, vi son state davvero delle vicissitudini degne dei migliori film Pulp di Tarantino & Rodriguez? 

Siamo ben lontani dalla “spooky season”, ma - complice l’influenza celeste del Toro ed un Beltane appena passato, questa notte voglio raccontarvi una vicenda dove si mescolano lussuria, sete di potere e riti sanguinari. Allacciate la cintura, si vola oltreoceano.

**Leggi qui il nostro articolo su Beltane.

Precisamente, ci troviamo nel sonnolento paese di Yerba Buena - negli anni ‘60.

Un villaggio che si presta ad essere il palcoscenico perfetto per la storia che vi andremo a raccontare. Privo di strutture basilari quali scuole, farmacie o chiese, consisteva principalmente in fattorie e vasti campi di fagioli e mais - coltivati dai suoi abitanti, una cinquantina di anime per lo più illiterate. Yerba Buena era il classico centro rurale che vedeva trascorrere tutti i suoi giorni scanditi dagli stessi ritmi, da tempi immemorabili. Un equilibrio immutabile che venne rivoluzionato dall’arrivo dei fratelli Hernández. 

Non è chiaro come i fratelli Hernández siano giunti in questo angolo sperduto di Tamaulipas, sappiamo solo che erano personaggi ben noti alle forze dell’ordine: forse in cerca di un luogo dove tenere un profilo basso e sfuggire all’occhio vigile della legge, Santos e Cayetano non resistettero comunque alla tentazione di raggirare l’ingenua popolazione locale.

Fingendo di essere discendenti degli Inca e tra gli ultimi sacerdoti della loro religione perduta (nonostante fossimo in Messico), gli Hernández promisero infinite ricchezze agli abitanti di Yerba Buena: si vociferava vi fossero tesori perduti tra le caverne della Sierra Madre, la catena montuosa a cui piedi sorgeva il villaggio. Bastava solamente seguire le loro istruzioni per far avverare la profezia, far ritornare gli Dei e godere di infinite ricchezze. Semplice, no?

In poco tempo, i fratelli diventarono da semplici truffatori di bassa lega a veneratissimi guru dal lignaggio antico: dopo aver condotto rituali a base di sostanze psicoattive (principalmente cannabis e peyote) e sacrifici animali in onore della dea azteca Coatlicue, iniziarono a chiedere un compenso in denaro ed offerte in libagioni. 

Chiaramente, la popolazione di Yerba Buena non era molto abbiente per cui presto le donazioni in denaro non furono sufficienti per soddisfare la sete di potere degli Hernández. I fratelli, quindi, cominciarono ad esigere retribuzioni in atti di schiavitù a tutti gli effetti, con un occhio rivolto specialmente alle giovani del villaggio. Una volta soddisfatte le loro perversioni, vendevano le giovani ai trafficanti di prostitute nelle città di confine dove nessuno le avrebbe più rintracciate. 

Per quanto gli abitanti fossero ingenui e non istruiti, iniziarono a domandarsi come mai - nonostante le libagioni, il denaro ed i rituali propiziatori - l’oro degli Inca non si trovasse come promesso. Gli Hernández così dovettero aggiustare il tiro. 

Anche prima di incontrare gli Hernández, Magdalena Solís non viveva una vita facile: costretta a prostituirsi sin dalla tenera età ai servizi del fratello Eleazar, si districava tra la strada e truffe in cui fingeva di essere una medium e cartomante. Giovane, bella, disinibita e familiare con il soprannaturale, era la persona perfetta per impersonare la Dea Coatlicue: lei ed il fratello vennero ingaggiati dagli Hernández in qualità della reincarnazione della Dea e del suo fido sacerdote.        

Una sera, i fratelli Hernández diedero appuntamento agli abitanti nelle grotte sovrastanti il villaggio: finalmente, la lunga attesa era finita ed il divino aveva risposto alle loro preghiere. Durante uno dei loro rituali, fecero apparire Magdalena dietro una cortina di fumo - in veste della reincarnazione di Coatlicue, lasciando i presenti senza fiato. Quello che però i fratelli Hernández non avevano calcolato nei loro schemi, era la psicosi sanguinaria di Magdalena - coadiuvata dall’utilizzo smodato di cannabis e peyote, la quale si convinse di essere realmente la reincarnazione della Dea. 

Coatlicue, per altro, non era una dea qualsiasi: dea della fertilità e della morte; veniva spesso rappresentata con due serpenti al posto della testa mozzata, poderosi artigli a mani e piedi per lacerare i corpi dei defunti ed indossante solamente una collana di teschi, mani e cuori umani ed una gonna di serpenti - lasciando scoperti i seni, sgonfi e flaccidi da innumerevoli gravidanze.  E come Coatlicue, anche Magdalena necessitava sangue per essere placata: rubando il palcoscenico agli Hernández, cominciò a condurre rituali ancora più depravati, dove gli astanti vennero costretti a consumare peyote, bere sangue di animali sacrificali e lanciarsi in orge sfrenate. Se qualcuno osava opporsi al regime sanguinario della sacerdotessa, veniva ucciso come vittima sacrificale dai propri concittadini. Presa dalla frenesia e dal delirio mistico, la Solís usava estrarre i cuori ancora pulsanti delle sue vittime - per poi berne il sangue mescolato a sostanze stupefacenti, in calici rituali.

E fu durante uno di questi cruenti rituali che il giovane Sebastian Guerrero si imbatté nel regno di sangue di Magdalena Solís. Gironzolando senza meta per la Sierra Madre, fu attratto da delle urla provenienti da una grotta: incuriosito, si avvicinò e vide la donna estrarre un cuore pulsante da un corpo umano,berne il sangue con gli astanti e lanciarsi in un’orgia selvaggia. Sconvolto, Sebastian corse per 15 km per raggiungere Villagrán e la stazione di polizia più vicina - dove raccontò di “vampiri che bevevano sangue umano”. Nonostante lo scherno dei poliziotti, l'ufficiale Luis Martínez decise di seguire il ragazzo ed accertarsi dell’accaduto. Non vedendo né Guerrero né Martínez fare ritorno, le forze dell’ordine decisero a sua volta di indagare ma non furono pronti a quello che si presentò ai loro occhi. 

I fratelli Solís vennero trovati in una delle fattorie insieme a Santos Hernández, in uno stato alterato di coscienza. Quest'ultimo, venne ucciso dalle forze di polizia mentre cercava di fuggire. Cayetano Hernández, invece, si scoprì che era già morto da qualche tempo - assassinato da un abitante di Yerba Buena.

Nei casolari circostanti e nelle grotte, rinvennero diversi corpi mutilati - tra cui, anche quelli di Guerrero e Martinez. Gli abitanti del villaggio, vedendo la polizia arrestare la loro dea, innescarono una vera e propria rivolta armata. I sopravvissuti, vennero arrestati e presentati a giudizio. 

A processo, non disposero mai contro Magdalena ed il fratello Eleazar - forse intimoriti dal giudizio divino di Coatlicue o troppo traumatizzati dall'accaduto. I due fratelli, nonostante i suprusi inflitti agli abitanti del villaggio, vennero condannati solamente a 30 anni di carcere per l’assassinio di Martinez e Guerrero. In tutti questi anni, non e’ chiaro che fine abbia fatto la Solís - la sacerdotessa di sangue, ma secondo alcune fonti pare sia morta in carcere prima del rilascio. 

Questa storia, come raccontata dai media, può solleticare quel senso di disagio ed occulto che tutti noi bramiamo: morte, sesso, droghe rituali e divinità sanguinarie. Però vorrei andare un po' più a fondo, con voi, senza limitarmi a questa superficiale visione per quanto possa essere una tentazione;  è molto facile cadere nel trope “culti satanici e droga”, specie in un cattolicissimo Messico degli anni 60. Ma vediamo un attimo i vari elementi, che sono stati menzionati nei fatti di cronaca.

LA DEA COATLICUE

Una delle dee principali del pantheon azteco, come menzionato sopra, era raffigurata con un aspetto a dir poco temibile. Relegarla solamente a divinità assetata di sangue, sarebbe un grandissimo torto ed errore grossolano: come tante antiche divinità femminili, era una dea ambivalente. Se da una parte necessitava di sacrifici umani (di cui era ghiotta) in qualità di Tzitzimītl, dall'altra era una divinità legata alla fertilità. Per i popoli antichi (ed ancora oggi , al di fuori dell’abramitico Occidente), vita e morte erano due facce della stessa medaglia - un aspetto che purtroppo oggi tendiamo ad ignorare nella nostra società tanatofobica. 

Infatti, come accennato sopra, Coatlicue veniva raffigurata normalmente con i seni sgonfi per l'allattamento: secondo la mitologia azteca, ella era responsabile di mantenere in ordine il tempio in cima alla montagna sacra Coatepec (la “Montagna dei Serpenti”). Vedendo una misteriosa palla di piume cadere dal cielo e posarsi sul pavimento, la raccolse mettendola nella cinta della gonna e rimanendovi miracolosamente gravida. 

La figlia Coyolxauhqui (la dea della Luna), adirata da questa scoperta, decise di dichiarare guerra alla madre insieme ai suoi quattrocento fratelli, i Centzonhuītznāhua (rappresentanti le stelle del firmamento). Una volta decapitata la madre - , Huitzilopochtli (il dio della guerra e del Sole)uscì dal suo ventre armato e combatté contro i suoi fratelli e sorella in una lunga e sanguinosa battaglia. 

Con l'invasione spagnola di Cortés, Coatlicue perse definitivamente la sua multidimensionalità con il sincretismo con l'amatissima Vergine di Guadalupe, reminescenza di memorie antiche e divino femminile ancestrale - in un luogo unico come il Messico, dove sacro e profano si susseguono nella vita di tutti i giorni. Nel corso dei secoli, il leggendario tempio di Coatepec venne sostituito con una cattedrale nell’immaginario della popolazione locale rimpiazzando e, allo stesso tempo, assimilando con rinnovato vigore gli echi di un impero caduto ed antichi culti della terra. 





L'USO DI SOSTANZE PSICOTROPE

Anche qua, si potrebbe cadere nel classico cliché delle droghe cattive - ma in realtà si dovrebbe parlare di COME queste sostanze possano essere utilizzate, soprattutto quando si parla di piante di potere antichissime come il peyote e la cannabis. Usate per migliaia di anni a scopo rituale, solo di recente sono state (ri)scoperte ad uso terapeutico anche in Occidente: infatti non solo sono potentissimi alleati spirituali, ma anche presentano numerose proprietà curative. 

La cannabis, fortunatamente ormai legalizzata o decriminalizzata in tantissimi paesi, viene spesso usata per alleviare i sintomi di malattie terminali, dolori neuropatici, cronici e talvolta per alleviare sintomi di alcune neurodivergenze - sia nella sua forma con THC che nella sua forma con CBD (i due principali cannabinoidi trovati nella pianta). Il principio attivo del peyote (la mescalina), invece, è una delle tante sostanze al centro del rinascimento psichedelico degli ultimi anni - insieme alle più famose psilocibina (magic mushroom), acido lisergico (LSD) e Dimetiltriptammina o DMT (ayahuasca).  

Studi dimostrano che, queste piante di potere, possono essere alleati preziosissimi nel creare nuovi percorsi neurali e nell’elaborare traumi complessi in psicoterapia. Per quanto queste sostanze non siano adatte a tutti (checché gli influencers spirituali dicano il contrario, in certi individui possono scatenare psicosi ed accelerare l'esordio di patologie come la schizofrenia), è innegabile siano state demonizzate soprattutto a scopo politico (come la War on Drugs). Nonostante i promettenti risultati negli anni ‘50 nel campo della ricerca psichedelica (con più di 1000 studi clinici pubblicati),  negli anni ‘70 vennero completamente vietati a causa dell’uso ricreativo nelle controculture giovanili; purtroppo chiudendo la porta per oltre 30 anni alla ricerca scientifica e centinaia di anni di uso spirituale, rendendo di fatto illegale la natura stessa e la storia dell’uomo. Che si tratti di uso spirituale, terapeutico, ricreativo (o tutte e tre le cose), la cosa importante e’ assumerle in un contesto safe dove ci si sente a proprio agio e con piena consapevolezza di eventuali effetti collaterali - in quanto si tratta comunque di spiriti antichi ed alleati di potere. 




IN CONCLUSIONE

Prima di arrivare a giudicare gli avvenimenti di Yerba Buena, sia per quanto riguarda l'ingenuità dei suoi abitanti che la sanguinaria Solís, dobbiamo un attimo soffermarci sul quadro socio-culturale del Messico rurale degli anni 60; un paese afflitto da un passato coloniale e da sempre paese di confine tra il Sud America e gli USA con i loro corrispettivi contrabbandi.

Quando diritti inalienabili vengono a mancare, come l’istruzione e salvezza e comfort per le proprie famiglie, non dobbiamo stupirci se un villaggio intero si trovò ad accettare di buona lena di effettuare delitti così efferati, con la promessa di ottenere ricchezze smisurate promesse da una sedicente dea azteca.

Ovviamente non vogliamo giustificare le atrocità commesse da Magdalena; ma credo comunque si debba parlare di come questi elementi (le sostanze psicotrope ed il delirio mistico che ne derivò) possano essere stati comburenti per scatenare una psicosi di massa nel popolo di Yerba Buena ed in questa giovane donna -  in seguito ad una vita in balia di eventi traumatici sin dalla tenera età. Come spesse volte in casi come questi, si parla di persone disperate ed ostracizzate dalla società: non risulta difficile immaginare come una mente possa incrinarsi a tal punto; inoltre, come accennato sopra, l’uso smodato di sostanze stupefacenti può causare - se fatto in maniera errata - danni psicologici importanti.

Ovviamente, qui ci troviamo in un caso limite: la stragrande maggioranza di vittime di abusi non diventano mostri sanguinari; ma se pensiamo che questi avvenimenti di violenza sistemica siano cose del passato ci sbagliamo di grosso. Al giorno d’oggi, vi sono mostri ben più sanguinari e spaventosi di Magdalena Solís: mostri che non si nascondono nelle frange  più isolate della società, ma agiscono vestiti in giacca e cravatta, da poltrone di pelle mentre giustificano il genocidio di popoli interi nascondendosi dietro le banche dei potenti. 

Sono questi i mostri da cui dobbiamo guardarci, quelli più pericolosi e letali. Mostri che, in nome di ideali ed interesse economico, creano e mantengono una società dove non c’e spazio per gli indesiderabili, per il diverso, tra l’indifferenza totale della gente e dei governi. 


♃Ludna



mercoledì 8 novembre 2023

Le Avvelenatrici di Nagyrev


*To read this article in English click here.*


Nonostante sia arrivata in ritardo rispetto agli anni scorsi, grazie alle estati perenni del cambiamento climatico, siamo ormai nel pieno della spooky season: giornate uggiose, atmosfera crepuscolare, il profumo di foglie cadute e petricore nell’aria, è innegabile che Novembre, il mese dei morti, sia qui con le sue festività e col suo strascico di anime viandanti.



Tra vampiri, fantasmi e creature della notte, oggi vi vogliamo raccontare una storia di anime cadute che risiede da questa parte del velo e residente nell’animo umano, regno indiscusso del male. Una storia che parla di streghe, di morte e di tempi andati. 

La vicenda si svolge sotto i cieli di un'Ungheria ai primi del '900, una terra famosa per il suo ricco paesaggio, il profumo del goulash che ribolle nelle cucine sfarzose, le fertili sponde del Danubio ed un passato carico di storia e folklore - reminiscenze di fasti imperiali ed antiche memorie sciamaniche. Lo stesso cuore dell’Europa che partorì la contessa sanguinaria Erzsébet Báthory, avvolta tra storia e leggenda, diede i natali alla protagonista di oggi: Zsuzsanna Fazekas. 

Ci troviamo in un’Ungheria sull’orlo del collasso dell’allora impero austro-ungarico e lontana dai suoi giorni di gloria: al fronte, la Prima Guerra Mondiale avrebbe presto reclamato le anime di più di 500mila soldati mentre nei villaggi le donne vennero lasciate a loro stesse, portando avanti, come meglio potevano, la loro quotidianità. 

Per quanto potesse sembrare una prospettiva grama, le donne trovarono presto un loro equilibrio in questa rinnovata società matriarcale; all’epoca, la condizione femminile non era quella di oggi: spesse volte, i matrimoni erano combinati dalle famiglie e le giovani donne si trovavano a maritare la realtà cruda di una vita coniugale senza diritti, dote non richiesta di un matrimonio senza amore. Con spesso numerosi figli a carico ed il lavoro contadino da portare avanti, alcune di esse trovarono consolazione tra le braccia dei prigionieri di guerra - stanziati in un campo di prigionia nei pressi del villaggio di Nagyrév, il palcoscenico della nostra vicenda. Mentre la guerra infuriava al fronte, nel cuore dell’Ungheria si creò una bolla di donne indipendenti, libertine e sessualmente libere nelle loro relazioni, le quali purtroppo a volte risultavano in gravidanze indesiderate. 

E qui entra in gioco Zsuzsanna, la protagonista della nostra storia. 

Nagyrév era lo specchio di tanti villaggi dell’Europa Centrale di quell’epoca: una realtà seclusa ed austera, incastonata nel mezzo della campagna ungherese scandita da ritmi in sintonia con l’inesorabile incedere delle stagioni - sempre uguali a sé stesse. 

In posti come questi, sospesi in una dimensione liminale, ci si affidava non tanto al progresso della scienza ma bensì a secolari tradizioni e rimedi popolari. In questi luoghi, in caso di malattia, si bussava alle porte alle anziane guaritrici del villaggio con la loro padronanza delle erbe e conoscenza dei misteri femminili. 

Zsuzsanna Fazekas era una di queste autorevoli crone: apparsa a Nagyrév nel 1911, dopo la misteriosa sparizione del marito, si instaurò come figura di riferimento grazie al suo curriculum di esperta levatrice. Come tante di loro, era anche un’abile abortista - una tecnica allora illegale e mal vista tanto quanto al giorno d’oggi, ma praticata per necessità da quando si ha memoria. Una conoscenza estremamente utile, nella libertina Nagyrév di quegli anni: si racconta che Zsuzsanna fosse stata arrestata diverse volte, tra il 1911 ed il 1921, per aver effettuato numerosi aborti illegali in paese.

Come tante altre realtà che sembrano immutabili, anche la Grande Guerra volse al suo termine; i superstiti, duramente colpiti dalle esperienze vissute sul fronte (oggi potremmo dire affetti da PTSD) tornarono al loro villaggio natale, portando con sé dal fronte demoni sanguinari che cercavano di placare con ingenti quantità di alcool. Come potete ben immaginare, gli uomini, spesso deturpati fisicamente e mentalmente, faticavano nel ritrovare il loro posto in una società post-bellica che li abbandonò a sé stessi mentre le donne, d’altro canto, sperimentarono negli anni della guerra un'indipendenza intossicante, a cui non vollero rinunciare in favore di un marito spesso violento, mai amato ed ora incapace di provvedere al sostentamento della famiglia. 

Ormai confidente delle donne del villaggio e figura di riferimento, Zsuzsanna decise di mettere a disposizione la sua conoscenza dell’Arte Venefica. Come tante altre guaritrici, la donna era una figura duale: da una parte donatrice di vita, dall’altra donatrice di morte.

Grazie ad una misteriosa miscela a base di arsenico (un fedele ed indiscusso alleato degli intrighi di corte nel corso dei secoli), mariti, genitori anziani e figli indesiderati cominciarono a morire come mosche - letteralmente. Il prezioso veleno, infatti, veniva nientemeno dalla bollitura di trappole moschicide. Avendo sintomi simili al colera ed essendo il villaggio rurale con fonti d’acqua spesso non sanitizzate, l’avvelenamento da arsenico sembrava il crimine perfetto. 

Non è molto chiaro come il caso divenne di dominio pubblico: secondo alcune fonti, uno studente di medicina riscontrò livelli allarmanti di arsenico nel fiume sulle quali sponde placide sorgeva il villaggio di Nagyrév, mentre secondo altre fonti una lettera anonima venne inviata al direttore di un giornale locale. Durante le indagini, la polizia fece riesumare i corpi dal cimitero del villaggio - i quali presentavano tracce di arsenico. Si calcola che, nel corso di una ventina d’anni, una cinquantina di persone andò incontro allo stesso destino del marito prematuramente scomparso di Zsuzsanna. 

Il metodo Fazekas si diffuse a macchia d’olio anche nelle zone circostanti ed alcuni uomini residenti in villaggi vicini, denunciarono tentati casi di avvelenamento che portarono alla scioccante scoperta di questa serie di delitti scosse una nazione intera, lasciando un marchio indelebile nella storia ungherese. Secondo alcune stime, le vittime ammonterebbero fino a 300 persone solamente nell’area - ma chissà, in realtà, quante altre persone soccombero allo stesso destino. 

Quando la polizia bussò alle porte di Zsusanna Fazekas, fu troppo tardi…detentrice di vita e di morte, la levatrice non avrebbe mai permesso di essere giustiziata come un criminale qualsiasi, si tolse la vita con il suo stesso veleno. A partire dalla Fazekas, la polizia scoprì gli altri membri del gruppo delle “Fabbricanti di Angeli” (come furono poi conosciute dal resto del mondo): 26 donne vennero condannate all'ergastolo, 8 alla pena capitale e le rimanenti alcuni anni di carcere. Bastò questo finalmente ad estirpare il male a Nagyrév? Forse. 

Negli anni '50, lo storico Aladár Györgyey Ferenc incontrò un vecchio abitante del villaggio durante gli anni di prigionia sotto il regime comunista; il contadino sosteneva che le donne di Nagyrév "uccidevano i loro uomini da tempo immemorabile". 




Ma perché streghe?

Sebbene nel corso dei secoli l’ostetricia fosse considerata una posizione di prestigio, nel corso del Medioevo venne associata alla Stregoneria e molte donne vennero così giustiziate nel corso dei secoli - ree solamente di essere, in molti casi, ostetriche con conoscenze mediche ed esperienza con i rimedi naturali. E con la conoscenza della farmacopea, arriva anche la conoscenza dei veleni e l’Ars Veneficium, si sa, fu da sempre una preziosa alleata delle donne nella storia del mondo - da Lucusta a Giulia Tofana, alle voci di corte sulle controverse figure di Lucrezia Borgia e Caterina de Medici (per rimanere solo in Italia). Zsuzsanna Fazekas fu una delle tante figure storiche che si avvalse di questa conoscenza.

A Nagyrév, come in tanti altri paesi dell’Europa dei primi del '900, le superstizioni erano profondamente radicate nella cultura locale. Il folklore che circondava la stregoneria, le pozioni e la magia erano una potente influenza e le Fabbricanti di Angeli incarnarono nell’immaginario collettivo alla perfezione la temibile immagine delle streghe. 

Per quanto questa vicenda possa far rabbrividire, in realtà è uno spaccato della storia femminile nel corso dei secoli; per apprendere appieno le motivazioni discutibili della Fazekas e le sue complici, dobbiamo prima ricordarci le conseguenze dell'abbandono sociale e della disuguaglianza di genere: sebbene le loro azioni siano state innegabilmente criminali, è fondamentale esaminare le questioni sistemiche che hanno spinto queste donne a tali estremi. 

Nagyrév ormai non incute timore come cento anni fa, fortunatamente condizioni come il PTSD sono riconosciute e curate e le donne godono di libertà che le loro antenate potevano solamente sognare; la vicenda delle Fabbricanti di Angeli al giorno d’oggi rimane un capitolo agghiacciante della storia ungherese, che affascina sia gli storici che gli appassionati del true crime. I loro crimini sono nati dalla disperazione, dall’abbandono della società e dal desiderio di libertà: comprendendo la complessa rete di circostanze che hanno portato alle loro azioni, otteniamo una visione degli angoli più oscuri della natura umana e a ricordarci in modo quanto lontano ci si possa spingere per sfuggire alle catene della loro esistenza.


♃Ludna

venerdì 22 luglio 2022

Ciclo Mestruale e Fasi Lunari: Antiche Conoscenze del Sacro Femminile.


 *To read this post in English click here*


Lasciamo un periodo dell’anno dedicato alla Luna, all’Albedo, al Sacro Femminile, al Matriarcato e con esso cioè che più lo contraddistingue: l’utero ed il calderone alchemico della creazione che è il ventre femminile.

In questa bolgia caotica che è stato l’inizio di questa appena passata Cancer Season (Roe Vs Wade un esempio su tutti), sembra il periodo ideale per parlare di argomenti ancora adesso considerati tabù dalla civiltà occidentale dopo millenni di egemonia abramitica; parliamo precisamente del ciclo mestruale.

Ancestrale, alchemico, tanto affascinante quanto condannato nel corso dei secoli, è legato alle fasi della vita di una Donna dalla nascita fino alla morte, scadendole come stagioni nel corso della sua esistenza – chiave della creazione per eccellenza.

Non a caso, il paragone con la Luna viene spontaneo: un ciclo lunare completo dura ~ 29,5 giorni mentre il ciclo mestruale in media dura 28-29 giorni (spaziando dai 21 ai 35 giorni).

Il pallido satellite inoltre controlla le maree, i cicli agricoli– secondo la tradizione popolare, le piante andrebbero raccolte durante la fase di luna piena, in quanto la gravità del corpo celeste influenzerebbe il contenuto di principi attivi della pianta stessa; va da sé chiedersi che effetti possa avere sui nostri fluidi corporei come il sangue.

I nostri antenati, seguenti i cicli naturali e rivolti con gli occhi al cielo, fecero subito l’associazione: non a caso, tante civiltà ancora adesso usano il calendario lunare, si pensi al Capodanno Cinese o al Ramadan Musulmano – per citarne giusto un paio. Naturalmente, i movimenti dell’astro lunare e solare venivano usati per scandire il tempo in un momento storico in cui non vi erano orologi e la vita quotidiana era prevalentemente basata sulla Natura ed in sintonia con essa. 

Non c’è da meravigliarsi se il ciclo mestruale fosse scandito anch’esso dai movimenti celesti.

Ma cosa dice la scienza al giorno d’oggi? Sono veramente legati ciclo mestruale e fasi lunari?

Se parliamo di quella che è considerata scienza moderna, Charles Darwin fu uno dei primi a notare la durata simile tra il menarca ed il ciclo lunare e da allora son stati condotti diversi studi in merito.

Negli anni ’50, il Dr Eugen Jonas notò che un numero considerevole di persone rimase incinta al di fuori dell’ovulazione, teorizzando vi fossero più periodi fertili influenzati dalle varie fasi lunari, piuttosto che dal ciclo mestruale in sé – ma fu bollato come un ciarlatano, grazie ai suoi credi poco ortodossi legati all’astrologia.

Nel 1977 uno studio confermò che le donne che cominciavano il loro ciclo mestruale con la luna nuova, rimanevano gravide molto più facilmente.

Nel 1986 fu condotto un famoso studio che comprovò che, su 826 donne, quasi il 30% mestruava in concomitanza con la Luna Nuova, studio riconfermato poi nel 1987. 

In tempi più recenti, invece, furono riscontrati risultati differenti:

Nel 2013, testando 74 persone, non fu notata nessuna sincronia a riguardo.

Mentre nel 2021, fu ipotizzato che il ciclo mestruale potesse essere sincronizzato con il ciclo lunare in tempi passati ma la mancanza di sincronia con il mondo naturale, la luce artificiale e lo sfasamento dei ritmi circadiani possano aver alterato questo processo.

**Leggi qui come sintonizzarti con i ritmi della Natura**

Quindi, in sostanza, la scienza moderna non trova nessuna connessione tra un fenomeno e l’altro – nonostante vi siano eventi alterati dalle fasi lunari (per esempio, la qualità del sonno) ben documentati. Ma come spesso accade, quando si tratta di elementi legati alla femminilità ed i suoi misteri, non vi sono abbastanza studi e finanziamenti per approfondirli.




Se volessimo approcciare questo fenomeno dal punto di vista olistico, invece, cosa possiamo dedurne?

Nelle civiltà antiche, prima che il patriarcato si imponesse con la sua prepotente influenza, il menarca veniva considerato come un periodo di potenza, bellezza, nuova vita e purificazione: un vero e proprio rito di passaggio, scandendo il passare del tempo e simboleggiando una rinascita – letteralmente, visto che si tratta di utero.

Tradizionalmente, il mestruo dovrebbe allinearsi con la Luna Nuova – il periodo ideale per rinnovarsi e rinnovare e riposare, o con la Luna Piena, come descritto da Miranda Grey nel suo libro “Red Moon”; vediamoli insieme:

  • “White Moon Cycle” (Ciclo della Luna Bianca): Se seguite questo ciclo, il vostro corpo mestruerà durante la Luna Nuova; essendo così al massimo della fertilità durante la Luna Piena. Questo è il ciclo più “tradizionale” se così si può dire, in quanto si allineerebbe con i ritmi naturali della Terra (vedasi appunto le tradizioni contadine che abbiamo menzionato in precedenza). 
  • “Red Moon Cycle” (Ciclo della Luna Rossa): Se seguite questo ciclo, vuol dire che il vostro corpo mestruerà durante la Luna Piena e raggiunge la massima fertilità durante la Luna Nuova. Nonostante la apparente controtendenza rispetto al “ciclo canonico”, veniva visto come il ciclo delle sacerdotesse e delle sciamane – in quanto la loro energia creativa era propulsa verso l’esterno piuttosto che verso l’interno.

Cosa succede se il nostro ciclo non segue queste fasi? Ci sono fasi giuste o fasi sbagliate?

Assolutamente no: come in tutte le leggi del Cosmo, non esiste il concetto di giusto o sbagliato. Il ciclo può essere irregolare, e può discostarsi dalla solita fase anche per le più regolari delle persone; prendo me come esempio: da quando ebbi le mestruazioni la prima volta, a 10 anni, le ebbi con regolarità ogni 28 giorni – quasi spaccando il secondo. Però può capitare, ovviamente, nel corso degli anni di sfasarsi in seguito a stress, viaggi, malattie… Mentre prima ero allineata con il Ciclo della Luna Bianca, negli ultimi mesi tendo ad avere il ciclo in Luna Calante.

Cosa può voler dire? 

Per ognuno di noi ha significati differenti, pensate alle proprietà delle fasi lunari – le stesse proprietà che usereste per un lavoro magico. Per esempio, prendendo la Luna Calante, può indicare un periodo in cui dobbiamo liberarci di quello che non ci serve più. Non esistono coincidenze, se il vostro corpo si allinea in un momento così magico, crudo e vulnerabile ad uno specifico allineamento, credetemi che niente viene lasciato al caso.

Quello che vi posso consigliare è di prendere nota delle vostre fasi mestruali – oltre al tradizionale appunto sul calendario, esistono una miriade di app che vi possono aiutare in questo (io, per esempio, uso Flo da diversi anni). Annotatevi la fase lunare in cui siete, prendetevi del tempo per riposare, meditare, prendervi cura di voi.

**Leggi qui le proprieta delle fasi lunari**

Usate questa fase della vostra vita, tanto odiata e bistrattata dal patriarcato, per riprendere possesso del vostro intuito e vostro potere; soprattutto in una fase come quella che stiamo vivendo.


♃Ludna

domenica 6 marzo 2022

Di Spiritualità ed Ego

**To read this post in English, click here.

Era una soleggiata giornata ai primi di Febbraio, quando le ore di luce cominciavano ad aumentare ed i raggi dorati a riscaldare un po più tenacemente, che mi trovai a contemplare di scrivere questo articolo: osservavo il mondo scorrere al di fuori dalla finestra, in uno stato alterato di coscienza ed in compagnia della persona che amo. I gabbiani volavano alto nel cielo, giocando tra le correnti d’aria, mentre nuvole distanti correvano e creavano giochi di luce sulle verdi colline inglesi… oramai sembra una realtà lontana, nonostante la primavera stia bussando alle porte con una promessa di speranza; una speranza vana che difficilmente si riesce a percepire quando venti di guerra soffiano forti ad Est.

Ma anche grazie a quest'ultima, grande minaccia che proietta ombra sul mondo occidentale, mi ritrovo di nuovo a pensare la stessa cosa, la stessa ispirazione che mi spinse a concepire quest articolo in primo luogo - sebbene in una chiave di lettura diversa da come originariamente concepita.

**Clicca qui per consigli utili sul self-care per praticanti. 

In questi giorni vidi un sacco di persone sui social media scatenare odio, frustrazione e disinformazione - forse prodotti di una realtà fumosa di terrore e propaganda, che spaventa e quindi direttamente proporzionale alla paura e all’impotenza di fronte ad una situazione più grande di noi. E via subito a condividere le notizie che fanno piu scalpore, sensazionalismo, la vera e propria pornografia del dolore; ma un dubbio sorge spontaneo: nonostante la prima, instintiva voglia di aiutare il prossimo, quanto è una scelta egoica quella di fare cosi tanto rumore? Dello spiegare perché si condivide materiale utile o sennò, giustificare il perché non lo si fa? Per far vedere che si è dalla parte giusta della storia, per poter dire a chi scruta con occhio vigile “io ho fatto la mia parte” ed evitare la ghigliottina virtuale della cancel culture? 

È nella natura dell’essere umano cercare l’approvazione altrui, in qualsiasi ambito sociale, economico e politico. Fa proprio parte dei nostri bisogni più basilari e reconditi, essendo animali sociali che contano sul concetto di comunità per la nostra sopravvivenza, è così da millenni e lo è ancora adesso, nonostante ci piaccia pensare di essere creature evolute che potranno a breve conquistare i confini del Sistema Solare ed oltre. 

Da quando nasciamo a quando moriamo, in tutti gli aspetti della nostra vita,  cerchiamo l’approvazione e l’amore dei nostri compagni… ebbene sì, anche in caso di una guerra: dal capo di stato che la scatena, facciata emblematica di chissà quale reale interesse, al generale di un esercito, in cerca di avanzamento di carriera, al cittadino singolo che assiste impotente da un altro paese e divulga via social media.


Quel che lascia da pensare, è quando “errori” di questo tipo lo fanno persone che si definiscono spirituali, avvezze alle discipline occulte. Non dovremmo forse noi per primi conoscere le profondità del microcosmo, i labirinti della nostra psiche, prima di poter guarire il macrocosmo e cercare di influenzare l’Universo in maniera positiva?

Eppure, in questo mare di praticanti vecchi e nuovi, operatori olistici, guaritori e santoni, purtroppo l’essenziale lavoro dello Shadow Work passa in secondo piano (lo approfondiremo presto non temete). 

Se non possiamo guarire noi stessi e non sappiamo i limiti della nostra conoscenza, come possiamo pretendere di infonderla in altri?

L’Ego fa parte di noi, non è un aspetto del nostro essere che possiamo eliminare.

È una difesa naturale, che ci permette di ragionare ed agire quando l’irrazionale la fa da padrone… A discapito del subconscio, quella parte di noi che invece ci permette di captare le vibrazioni nella sottile ragnatela del cosmo. 

Ne abbiamo già parlato in un altro articolo, che vi invito fortemente a leggere, nell’era dei social media è molto semplice ottenere consensi e popolarità in tempi brevissimi. Ed anche informazioni spicce, alla mercé di qualunque lettore.

**Clicca qui per leggere come le communities stanno cambiando.

E negli ultimi anni ho (e credo di poter parlare anche a nome di altri praticanti un po più attempati - come la sottoscritta) notato la spasmodica ricerca del culto più di nicchia, più alternativo e la necessità di divulgarlo in blog che nascono come funghi all’ombra di una suddetta corrente spirituale. La voglia di condivisione e l’entusiasmo e la ricerca di gente affine a noi, è nuovamente una caratteristica comune a tutti gli esseri umani. Soprattutto in un paese come può essere l’Italia, che è fortemente cattolico e retrogrado da questo punto di vista… Non sono forse io stessa qui a parlarne con voi su un blog?

Ma proprio perché è una vita che viviamo in una vetrina grazie ai social (il piatto che mangiamo al ristorante ultimo grido, l’unboxing del nostro ordine fast fashion, le vacanze nell’Air B&B instagrammabile ecc), dobbiamo chiederci onestamente e veramente se quello che professiamo sia per amore della nostra spiritualità e non per la nostra validazione personale. 

Negli ultimi mesi ho visto visto svilupparsi un fenomeno alquanto preoccupante nella pagan community, a suon di screenshot, tags e dirette instagram, accusandosi a vicenda di poca integrità morale e/o di venerare divinità fasulle - come una qualunque vicenda di gossip da giornaletto. 

E mentre il sole accarezzava la mia pelle, alle porte di Imbolc, sentivo questo tepore
crescermi nel petto, ingranaggio essenziale di una realtà perfetta nella sua imperfezione: un agglomerato di pulviscolo stellare, su un minuscolo punto blu in mezzo ad un oceano infinito spazio-temporale. Dove tutto è amore ed indifferenza allo stesso tempo, coesistendo in una danza eterna di equilibri.

E riflettendo su questo schema divino, mi chiedevo: se c'è davvero un'entità là fuori, chiamatelo Universo, Geova, Allah o secondo il vostro sentiero spirituale che più vi aggrada, ma veramente gliene frega un cazzo delle nostre battaglie all’insegna del culto più integro e più storicamente corretto? Delle nostre guerre, sotto uno o l’altro stendardo - araldi di verità assolute?

Quando mi avvicinai al mondo dell’Occulto, mi avvicinai per amore della conoscenza e del mio pianeta. 

Per potermi sentire in mezzo all’axis mundi, per poter carpire anche solo per una frazione di secondo l’infinità del Cosmo. 

Per essere tutto e niente allo stesso tempo, sospesa ad un filo tra morte e vita e capirne il significato. 

Ed è questo che mi spinge ogni giorno a praticare, ricercare e studiare non solo su libri di testo degli antichi studiosi, ma anche viverli sulla mia pelle e capire la complessità del mondo intorno a me. 

Non importa se la vostra chiamata l'avete sentita in maniera differente, tutti ci arriviamo in modi diversi e da mondi diversi ma la costante è la stessa: un gesto d’amore, che compiamo tutti i giorni verso noi stessi, la nostra comunità e la natura che ci circonda - senza bisogno di primeggiare e fare tanto rumore per nulla. È una disciplina a tutto tondo ed il percorso di una vita intera - seguito con umiltà, non solo confinata a fare un incantesimo in occasione di una luna piena né tantomeno dimostrare niente a nessuno su un palcoscenico virtuale. 

Fa parte della nostra natura essere semplicemente “umani” e “sbagliare”, al meglio delle nostre possibilità quindi non siate troppo severi con voi stessi e con gli altri perché la perfezione è solamente divina; ma vorrei invitarvi tutti a farvi semplicemente delle domande. 

Senza arroganza, senza orgoglio e senza giudicare - nessuno ha bisogno di guru che millantano verità e sputano dogmi su pratiche assolute, ma solamente di aprire il proprio cuore agli spiriti con sincerità e cominciare ad ascoltare.

Fate piccoli gesti di gentilezza ogni giorno, piccoli atti di magia dove nessuno vi può vedere.

Non perdete la bussola su quello che è veramente la vostra chiamata spirituale o, se quello che state per fare,  è un semplice desiderio di riconoscimento davanti alla propria comunità.

L’Ego, per quanto sia una parte essenziale di noi, non porta tanto lontano quando ci immergiamo in narrative fine a se’ stesse. Basti guardare appunto la situazione politica attuale, fragile e pericoloso esempio di quello che può fare la nostra mania di grandezza senza l'umiltà di ascoltare la nostra anima e gli spiriti intorno a noi.

Buon Ascolto.

♃Ludna


domenica 16 maggio 2021

Giove in Pesci: Il Ritorno della Summer of Love.

Se anche voi seguite assiduamente pagine che si occupano di astrologia come noi, avrete visto sicuramente l'hype dei giorni scorsi: il 13 Maggio, Giove è entrato in Pesci - uno dei suoi domicili naturali.

Come abbiamo già visto in precedenza durante la Grande Congiunzione in Aquario, Giove è uno dei pianeti cronocratori insieme a Saturno. A differenza di quest’ultimo, l’insegnante severo dello zodiaco, è un pianeta legato alla fortuna, alla conoscenza spirituale e filosofica.

Giove stazionerà nella casa dei Pesci fino a Luglio 2021, per poi rientrare in Aquario in moto retrogrado fino al 29 Dicembre, quando entrerà ufficialmente nella dodicesima casa per rimanerci fino a fine Dicembre 2022 - eccetto per un breve sosta in Ariete. 

Possiamo tranquillamente dire che questi mesi ci daranno un assaggio per quello che ci aspetterà nel 2022, un anno dominato da questa unione fortunata.


Cosa dobbiamo quindi aspettarci da questo transito?

Il titolo scelto per questo articolo non è casuale, già abbiamo visto la prima spinta con i transiti in Aquario dei mesi precedenti: un improvviso focus sulla giustizia sociale e sulla sostenibilità ambientale, non si può negare si respiri un’atmosfera quasi sessantottina.

Il nostro viaggio adesso prosegue all’insegna della trascendenza, mentre l’Aquario è un segno legato al concetto di umanità collettiva, il segno dei Pesci regola invece tutto quello che riguarda l’inconscio, l’onirico, la spiritualità e l’espressione artistica della nostra mente.

Inoltre, essendo l’ultimo segno dello zodiaco, è spesso indicato come un segno conclusivo di un ciclo, che comporta una profonda conoscenza di se’ stessi e del cosmo.

Essendo Giove il pianeta dell’abbondanza e dell’espansione, aspettiamoci di vedere queste tematiche notevolmente amplificate, non solo a livello personale ma anche a livello sociale.

Noteremo quindi un incremento nell’interesse (anche a livello mediatico) nella spiritualità ed occultismo, raggiungendo il suo picco probabilmente ad Aprile 2022 quando il gigante gassoso sarà congiunto con Nettuno, anch’esso domicilio dei Pesci e transitante nello stesso segno. 

Vi saranno delle nuove scoperte anche in campo psicologico, riguardanti la nostra salute mentale e come ci apportiamo ad essa - specialmente in campo della medicina olistica. 

Avrete sicuramente sentito parlare del Rinascimento Psichedelico: sempre più persone, media ed anche istituti sanitari si stanno (re)interessando a queste fantastiche sostanze psicotrope. Un numero crescente di medici stanno testando ed introducendo gli psichedelici come cura alternativa al “tradizionale” approccio nella cura di malattie come depressione e disturbo da stress post traumatico - il che fa sorridere, pensando che stiamo semplicemente riscoprendo una medicina vecchia come l’umanità stessa.

Ma fa parte anche questo della tematica pescina: riappropriarsi di antiche conoscenze tramandate dai nostri antenati. Un pattern che si può vedere sia nella rinnovata popolarità degli psichedelici ma anche nella spiritualità: sempre più persone si stanno riappropriando della loro storia in un’ottica non coloniale e rivendicando la loro identità. 

E’ quindi un momento propizio per riconnettersi con se’ stessi, guarire il proprio bambino interiore e rompere le catene di traumi generazionali - cercando il nostro posto in questo infinito cosmo.

Nonostante questi meravigliosi aspetti, che vedremo sicuramente riflettersi nelle arti (altro dominio dei Pesci), non dimentichiamoci della dualità di questo segno: non a caso è rappresentato come due pesci che nuotano in direzioni diverse, uniti da un filo karmico. 

Nella nostra folle corse alla ricerca di noi stessi e significati mistici, potremmo cadere vittima di illusioni oniriche che potrebbero sfociare in risultati non desiderati; è molto facile perdersi nel labirinto del nostro subconscio.

Si invita a proseguire con cautela, in modo da non essere soggiogati da convinzioni personali e perdere la bussola in balia dei propri sentimenti; soprattutto ora che entrambi i domicili dei Pesci sono ritornati a casa.

Che l’ottimismo di Giove e la magia dei Pesci siano con voi.

Buon viaggio.





♃Ludna

Click here to read this post in English

lunedì 21 dicembre 2020

La Grande Congiunzione - Il Vento del Cambiamento

L’anno 2020 si puo’ certamente definire interessante, per dirla con un eufemismo: cominciato con una severa congiunzione tra Saturno e Plutone, avvolta tra le fiamme alimentate dal climate change, e’ poi proseguito con una pandemia globale, rivolte sociali e cambiamenti politici drastici.

Si conclude l’anno in bellezza con un altro fenomeno astronomico ed astrologico molto importante e chiacchierato: la congiunzione in Acquario tra Giove e Saturno.

Infatti i due giganti del Sistema Solare danzeranno insieme, da come non si vedeva da 800 anni, formando bellissima Stella di Natale nel nostro orizzonte.


In realta’ questo aspetto astrologico avviene ogni 20 anni, ma e’ dal Medioevo (precisamente dal 1226) che non li vediamo cosi vicini e cosi potenti come in questi giorni. Quello che rende particolarmente speciale questa congiunzione, sono il segno in cui avviene ed anche la data in se’, ovvero il 21 Dicembre - quella del Solstizio; aggiungendo un ulteriore boost a questo allineamento planetario.


Vediamoli insieme.


Come abbiamo gia’ visto, Saturno e’ il maestro severo dello zodiaco: regola la disciplina, la responsabilita’ e le leggi karmiche. E’ colui che e’ responsabile delle strutture che reggono la nostra societa’.


D’altro canto, Giove regola tutto cio’ che riguarda la filosofia, la ricerca spirituale e la sete di conoscenza; ci spinge ad affermare i nostri valori etici e morali. Anche lui un maestro, come Saturno, in realta’ e’ una figura molto piu’ benevola di quest’ultimo - infatti Giove viene associato anche al destino ed alla fortuna, in quanto la crescita dettata da questo pianeta e’ uno sviluppo prospero e generoso.


I due cronocratori si uniscono sotto lo stesso elemento astrologico circa ogni 200 anni, dal 1802 infatti abbiamo visto tutte congiunzioni sotto segni di Terra - fino all’ultima in Toro nel 2000, alle porte del nuovo millennio. 

Il focus di questi due pianeti, cosi diversi e cosi co-dipendenti tra di loro, e’ stato rivolto verso aspetti terreni portando con loro un’indubbia prosperita’ economica, accumulazione di beni e ricchezze ma anche lo sfruttamento delle risorse naturali, espansioni coloniali e materialismo.


Non a caso, nel diciannovesimo secolo eravamo nel cuore della Rivoluzione Industriale, un grande cambiamento che poi avrebbe cambiato il modo di vivere del pianeta - sia per gli esseri umani che non. Comincio la ricerca spasmodica di nuovi territori coloniali, l’era del carbone seguita poi dal petrolio, vi fu la nascita del Capitalismo e del suo conseguente consumismo sfrenato fino a ritrovarci a fare i conti con un cambiamento climatico imminente dalle potenzialita catastrofiche.


Ma ora si cambia registro, portando una sferzata di aria fresca (letteralmente) in un anno che forse si puo’ considerare la degna conclusione di un’era: fino al 2159, infatti, questi due pianeti danzeranno nell’elemento nell’Aria. Un incontro planetario che potrebbe portarci davanti alla scoperta di nuove invenzioni (il mio spirito nerd spera tantissimo nell’atterraggio su Marte), stravolgimenti nel nostro modo di comunicare e di pensare.

Mentre con la precedente congiunzione Plutone-Saturno, abbiamo messo a nudo le nostre debolezze per poter testare le colonne portanti della nostra struttura, ora e’ il momento di gettare il seme per una nuova societa’. Giove ci spinge ad aprire le nostre menti, lasciando Saturno far diventare i nostri pensieri tangibili per un piano duraturo.


Si entra nella casa dell’Acquario, uno dei domicili naturali di Saturno. Futuristico, rivoluzionario e legato alla collettivita’, e’ il momento di chiedersi: che cosa vogliamo lasciarci alle spalle, per entrare a braccia aperte nel futuro?


I segni vi sono gia’ tutti, per chi sa leggere le leggi del cosmo.


Fino a quando non ritorneremo a vedere la sacralita’ dell’universo che ci circonda, saremo incastrati in un loop karmico: razzismo, omofobia, misoginia, abilismo, capitalismo sfrenato, deforestazione, sfruttamento animale… Conseguenze come il climate change e la pandemia sono solamente la punta dell’iceberg.


Sempre piu persone stanno ritornando alle origini, abbandonando le religioni patriarcali ed abbracciando una spiritualita’ inclusiva. Il germoglio del cambiamento sta crescendo sano e forte: sta crescendo il numero di individui che si stanno interessando all’ambiente, adottando uno stile di vita sostenibile, zero waste ed un’alimentazione vegetale, abbracciando cause importanti come le battaglie per le persone LGBT+, POC e persone con disabilita’, altri stanno rinnegando la colonizzazione imposta dall’Occidente per ritornare a camminare il sentiero dei loro antenati, ripudiando un sistema imposto con il sangue... Questo ritorno al contatto con la Terra, all’empatia, al rispetto e’ la speranza nel sanare ferite generazionali profonde, che danneggiano l’umanita’ ed il pianeta.


Ed in questo giorno, dove il Sole torna a splendere dopo la lunga tenebra, questo cambiamento e’ ancora piu’ simbolico ed importante - l’ennesimo, potente messaggio esoterico sulla soglia di una nuova epoca. 


L’Era dell’Aquario sta arrivando, che siate pronti o meno.



♃Ludna

Click here to read this post in English

domenica 25 ottobre 2020

Ama Te Stesso - Crisi di Fede, Self Care e Divagazioni di una Strega Minore

Il 2020 e’ stato un anno che ci ha privato di tantissime cose: chi ha perso il lavoro, chi ha perso qualcuno di caro, chi ha perso la propria liberta’. Lo sapevamo fin dall’inizio che non sarebbe stato un anno come tutti gli altri, visto il quadro astrologico che ci ha accompagnato negli ultimi mesi.

E non siamo ancora alla fine di questa folle corsa! A Dicembre ci aspettera’ un’altra importante congiunzione planetaria:  il 21 Dicembre Saturno e Giove si uniranno sotto il progressivo dell’Acquario, portando ulteriori scossoni all’attuale quadro internazionale. Ricordiamo inoltre che il 21 Dicembre sara’ anche il Solstizio d’Inverno (o d’Estate, dipende da dove siete), un’altra data importantissima dal punto di vista esoterico ed energetico.

Se vi siete annoiati fino ad adesso tra climate change, pandemie, rivolte, giustizia sociale e crisi politiche internazionali; allacciatevi bene le cinture perche’ si vola un’altra volta.

Eppure, nonostante tutto questo fervore sia sul piano sottile che sul piano mondano, non tutti ci siamo sentiti elettrizzare da questa sferzata energetica - nel bene o nel male.

Io stessa, malgrado abbia cercato di ispirare gli animi a prendere una posizione in un anno cosi unico nella sua terribile singolarita’, mi sono trovata spesso inerme di fronte a tutto questo, perdendo il mio cipiglio battagliero.

Il mio altare, sebbene venga ancora rivestito in occasione di ogni sabbat, aspetta pazientemente di essere usato da mesi - a parte per lavori magici sporadici.

E va bene cosi.

Perche’ vi dico questo?

Perche’, come probabilmente tanti di voi, mi sono sentita in colpa per la mia negligenza. Inadeguata. Debole. Non degna della pratica.

Ci sono energie pesanti in giro: la Terra soffre, l’umanita’ soffre. 

Tanti di noi si sono trovati, nel migliore dei casi, a fare i conti con ansia e depressione.

Questa sensazione e’ amplificata ulteriormente dall’onnipresente ed opprimente presenza mediatica degli influncers pagani, passatemi il termine: instagram, pinterest e tiktok (o “witch-tok”, se siete parte della community) sono costellati da foto #aesthetic, sempre alla caccia della combinazione cromatica perfetta e del font piu accattivante. 

Come tutto, la spiritualita’ e’ diventata oggetto di vanto ed accumulo consumistico di oggetti witchy di tendenza, comprati da famosi e-shop.

Occorre ricordare a noi stessi che non e’ tutto oro cio’ che luccica: internet e’ una vetrina appariscente, ma non e’ una finestra sul mondo reale.

Come non possiamo competere con influencers regine di Photoshop, allo stesso modo la spiritualita’ ostentata non e’ probabilmente specchio della pratica personale di una persona.

Un’accozzaglia di strumenti magici arrangiati gradevolmente in una foto #witchaesthetic non ci rende improvvisamente dei guru illuminati.

Bisogna imparare ad accettarlo e, soprattutto, ad accettarsi.

Non si puo’ pretendere di poter praticare sul piano sottile se non si e’ in salute sul piano materiale, sia dal punto di vista fisico che mentale.

Questo fa di noi delle streghe peggiori di altre?

Assolutamente no.

Ognuno di noi e’ una persona diversa, con una storia unica alle spalle, con problemi e situazioni diverse. Non possiamo minimamente paragonarci ad un’altra persona, in quanto ognuno di noi e’ unico nel mondo - e per fortuna, la nostra diversita’ e’ quello che ci rende meravigliosamente umani!

La cosa principale e’ imparare a conoscersi e conoscere i propri limiti, su ogni piano.

Sembra una fase fatta, ma il primo passo per l’amore verso noi stessi e’ l’accettazione.

Questo non vuol dire, ovviamente, rinunciare a migliorarsi (siamo su questa Terra per imparare una lezione, durante la nostra vita, dopo tutto) pero’ vi invito anche a volervi bene e non essere schiavi di un mondo cosi competitivo. Sopratutto in un momento storico come questo, dove siamo tutti inclini a saltare alla gola del prossimo per le piu’ futili ragioni.

Quali altre cose possiamo fare poi, per aiutarci a sentirci meglio con noi stessi?

☽ Staccatevi dai media! E’ importante rimanere aggiornati su quello che succede nel mondo, ma se vi sentite giu’ di morale ed avete problemi di ansia, di sicuro l’ultima di cui avete bisogno sono ulteriori notizie negative, sulle quali non abbiamo controllo, ed il consueto dibattito mediatico tra utenti. Come spiegato sopra, incrementano ansia da competizione e senso di inadeguatezza se non ci sentiamo in forma per praticare come vorremmo.

☽ Altra cosa probabilmente banale ma che vale la pena essere menzionata: connenettevi con la Natura. In generale, la nostra societa’ si e’ distaccata dalla sacralita’ della Madre Terra in nome del dio capitalismo - causando ferite generazionli profonde. La sola ed unica causa alla base di razzismo, climate change, pandemie varie ed eventuali: la mancanza di empatia che ci connette alla sottile ragnatela energetica del cosmo.

E se vivete in una citta’ popolosa, non disperatevi: Gaia si trova in ogni luogo, anche nei piu piccoli angoli di una metropoli. Non occorre essere in una foresta impenetrabile per connettersi alla Terra.

**Clicca qui per leggere su come sintonizzarsi con i cicli naturali**

**Clicca qui per leggere sul genius loci**

☽ Inoltre, stiamo attraversando un periodo molto delicato: Samhain (o Beltaine) si avvicina ed il velo che separa il nostro mondo dalle altre dimensioni, si assottiglia sempre di piu. Quest’anno, in modo particolare, sara’ ancora piu’ impegnativo rispetto al solito visto il clima odierno.

E’ naturale che le energie in circolo siano pesanti e non particolarmente positive, per cui una pulizia energetica e’ consigliata - in modo da alleggerire l’ambiente intorno a voi.

**Clicca qui per leggere come eliminare le energie negative**

☽ Un metodo che puo’ aiutare a rimetterci nell’ottica magica e’ fissarci una routine, senza troppi rituali complicati: basta accendere un incenso la mattina, come piccolo ringraziamento, od un momento di raccoglimento la sera.

Il terzo occhio e’ un organo come un altro, piu’ lo alleniamo e piu’ ci verra’ facile praticare. Io, per esempio, sono una creatura abitudinaria che funziona solamente con una lista davanti agli occhi ed avere una routine magica mi aiuta molto nel rimanere ancorata alla pratica.

☽ Se ve la sentite, questo e’ un ottimo momento per cominciare a fare dello Shadow Work. Mentre e’ naturale voler ritornare alla luce ed alla spensieratezza, bisogna prendere atto della propria parte oscura: la tenebra e’ parte di noi, tanto quanto come la nostra parte luminosa. Non cercate di nasconderla sotto il tappeto, abbracciatela.

☽ Cercate un aiuto professionale, nel caso ne sentiate il bisogno. Questi consigli sono atti ad aiutarvi ma non vogliono minimamente sostituirsi ad un aiuto medico o ad una terapia che state seguendo.

Questa societa’ buonista ci ha insegnato che solo la luce, il bene, la vita e l’amore sono
positivi ed utili, ignorando completamente quella zona d’ombra che prima o poi verra’ a chiederci il conto. Infatti, in questa modernita’, non sappiamo piu come gestire emozioni considerate “negative” come rabbia, tristezza, lutto ecc… E quando ci capitano periodi in cui ci sentiamo a terra, non sappiamo come reagire. 

Quindi, perche’ fare dello Shadow Work? Questa pratica ci aiuta ad identificare le nostre debolezze e gli scheletri nascosti nell’armadio, attraverso un vero e proprio viaggio interiore. E quale fase migliore dell’anno se non durante la discesa nelle tenebre? 

E quindi, durante questo nostro cammino verso la parte piu oscura dell’anno, spero che i consigli qui sopra vi siano stati utili e vi auguro una serena - per quanto complessa - discesa nell’ oscurita’. Abbiate coraggio, abbracciate la tenebra: fatene una vostra alleata per migliorare voi stessi.


♃Ludna
Click here to read this post in English

giovedì 11 giugno 2020

Zeitgeist - Ricorda il tuo potere.

Zeitgeist ‹zàitġaist› s. m., ted. [comp. di Zeit «tempo» e Geist «spirito»]. – Espressione coniata nell’ambito della filosofia romantico-idealistica tedesca tra i secoli XVIII e XIX, e tradotta in italiano «spirito dei tempi», con cui si suole indicare il clima ideale, culturale, spirituale che si considera caratteristico di un’epoca.


Questo post non sarà poetico ed impreziosito di parole ricercate, sara nudo e crudo. 
Questo tumultuoso periodo che stiamo vivendo e questa recente eclissi lunare in Sagittario, in concomitanza con un sole in Gemelli, stanno gettando benzina sulla mia indole acquariana.

Le stelle lo avevano già previsto, questo non sarà un anno semplice. 
E non saranno gli unici aspetti astrologici da tenere in considerazione: abbiamo appena passato il plenilunio, il Solstizio si avvicina ed inoltre Giugno sarà costellato di ben sei pianeti retrogradi. 

Stiamo già vedendo i frutti di Venere, Giove, Saturno e Plutone, che stanno scoperchiando il vaso di Pandora: stiamo mettendo in discussione i nostri valori personali, il nostro modo di comunicare, la società in cui viviamo e le sue leggi. Si uniranno al party anche il bene amato Mercurio in Cancro (portando a galla ferite nascoste) e Nettuno in Pesci (facendoci vedere la realtà nuda e cruda, spogliandola dal velo di illusione). 
Suona familiare?

Non vado nello specifico, perché ci sarebbe tantissimo da discutere e vi sono già numerosi articoli che ne parlano - scritti da persone ben più competenti in merito. Concludo dicendo che il cielo ci è favorevole, in un momento storico come questo.

Chi pratica l'esoterismo e percorre il suo sentiero, sa che niente è casuale: tutto accade per un preciso motivo, nel grande disegno divino. Ma credo anche fermamente nel libero arbitrio e che possiamo essere noi artefici del fato: il quadro astrologico è propizio, ma le rivoluzioni non possono accadere senza la scintilla che le faccia esplodere in incendi dirompenti.

Ed è qui che io mi appello a voi, perché crediateci o no la stregoneria è anche politica. 
Ma non si tratta di scegliere tra destra o sinistra, si tratta di percorrere il sentiero secolare degli oppressi e dei perseguitati e difenderne i diritti.

Alcuni di voi hanno detto che non siamo i nostri antenati, se viviamo in un mondo razzista non è colpa nostra. Quando decidiamo di chiamarci streghe, ci prendiamo la responsabilità di accettare il peso dei nostri antenati, nel bene o nel male. Sta a NOI rimediare agli errori delle nostre genti.

Perché possiamo non essere razzisti noi, personalmente, ma la società in cui viviamo lo è: un sistema fondato sul sangue di popoli oppressi e di terre rubate. E se non facciamo niente per cambiarla, siamo complici di chi compie tutti i giorni ingiustizie  - perché il silenzio è grave tanto quanto la violenza. Ricordatevi che vi è una sostanziale differenza tra il non essere razzisti ed essere antirazzisti.

Nessuno nasce razzista, lo si diventa grazie ad una obsoleta visione eurocentrica. 
Il tutto si riconduce nuovamente alla disconnessione che abbiamo con il nostro pianeta, non esiste rispetto per la vita - questa disconnessione è la stessa che ci ha spinto ad opprimere altri popoli, distruggere interi ecosistemi e mettere in catene la vita stessa. 

Quindi, cosa possiamo fare noi?

Se potete scendere nelle strade a manifestare, perfetto: fatelo, sostenete fisicamente la causa. Se potete aiutare anche sul piano sottile, ancora meglio.

L’attivismo ha tante forme compresa quella magica, fin dall’alba dei tempi: dai maghi di corte fino alle streghe della New Forest, che fecero un incantesimo di bando sui nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Sicuramente altri fattori hanno giocato la loro parte tra cui la straordinaria caparbietà del popolo inglese e la determinazione della Royal Air Force, vedetela come volete ma Hitler non mise mai piede in Regno Unito.

Stiamo attraversando un periodo asfissiante, ed è facile sentirsi sopraffatti dalla pesantezza delle energie in circolo: troppa sofferenza, rabbia e morte (vi ricordo anche la recente pandemia, ancora in corso). Per chi è particolarmente empatico, può risultare molto difficile lottare fisicamente o sul piano esoterico. 

Ma non temete, ci sono tantissime altre cose che si possono fare per contribuire: fare informazione, donare il proprio tempo o il proprio denaro e specialmente possiamo usare questo tempo per educare ed educarci. 

Sono tutti aspetti utili e necessari, fiumi che confluiscono nello stesso mare; uno non esclude l’altro e sono egualmente importanti.

Vi lasciamo qua il link su come aiutare:

https://blacklivesmatters.carrd.co/

Non sottovalutate il vostro potere: imperi secolari sono caduti perché qualcuno un giorno ne ha avuto abbastanza. Il colosso del Terzo Reich non si aspettava di dover combattere una feroce resistenza di persone che hanno deciso di dire basta, oltre all'esercito nemico.

L'umanità è capace di cose terribili, lo sappiamo bene, ma anche di imprese straordinarie.

Ma Roma non è caduta in un giorno, per questo motivo voglio che questa consapevolezza vada ben oltre l'hashtag su instagram. Non dimenticate questa lotta, una volta calmate le acque; purtroppo tendiamo ad avere la memoria corta: eravamo tutti femministi ai tempi del #metoo, abbiamo tutti manifestato durante il pride month, siamo diventati tutti ambientalisti quando si parlava di climate change, abbiamo tutti decantato la bellezza della natura e della solidarietà umana durante il covid. Adesso chi ne parla? Ce ne siamo già dimenticati? Eppure è ancora tutto lì, non è sparito nulla.

La parola chiave è resilienza. 

Dobbiamo insistere fino a quando si creerà una società che garantisca pieni diritti a tutti i suoi cittadini, indipendentemente da sesso, religione, etnia e caratteristiche fisiche, dove NESSUNO sia svantaggiato e dove la diversità venga celebrata come arricchimento, non vista come motivo di vergogna.

Sta a noi cambiare queste visione del mondo, come streghe ed esseri umani.


♃Ludna
Click here to read this post in English