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mercoledì 18 aprile 2018

Il Cimitero di Highgate: Miti, Magia e Leggende - Parte II

FENOMENI PARANORMALI NEL CIMITERO DI HIGHGATE

Come tutti i luoghi di potere sulla terra, anche il cimitero di Highgate è stato costruito su una Ley Line, una di queste linee energetiche infatti passa esattamente dal centro del cimitero, dividendolo a metà, congiungendosi ad un'area nota per essere stata nell'antichità un accampamento Romano.
Nel quattordicesimo secolo Swains Lane esisteva già, ed era una strada utilizzata principalmente per condurre il bestiame al mercato di Smithsfields, principalmente maiali (da cui deriva il nome stesso della strada). Con il tempo divenne l'epicentro di un focolaio di colera, di conseguenza la gente preferì evitare questa zona a meno che non fosse assolutamente necessario passarci; divenne quindi presto un vicolo malfamato, popolato da briganti e tagliagole. La cattiva fama di questa strada si protrasse fino all'epoca moderna.
Swains Lane
Nel periodo di tempo tra il 1960 ed il 1975 il cimitero si trovava in uno stato di totale abbandono, il vandalismo era all'ordine del giorno e i cosiddetti "graverobbers" devastarono molte tombe antiche con il solo intento di rubare oggetti e metalli preziosi contenuti nelle bare, scaricando i corpi contenuti in esse all'aria aperta.

Tutto ciò contribuì ad aumentare a dismisura l'aura di mistero che aleggiava sul quartiere di Highgate, ci furono numerosissime segnalazioni di strani accadimenti riguardo questo luogo nei pressi del cimitero: molte persone sostennero di aver visto figure eteree fluttuare sopra le tombe,  altre riferirono di essersi imbattute in cadaveri deambulanti, tuttavia il fenomeno paranormale registrato più frequentemente fu quello del "l'uomo in nero".

Sono parecchie le interviste rilasciate alla stampa dagli abitanti del luogo che, una volta addentratisi nel cimitero nei pressi di Swains Lane, si sono poi imbattuti in questa figura maschile, molto alta ed oscura, che li osservava da lontano con occhi luminosi, per poi sparire nel nulla. 
Uno dei testimoni rilasciò questa dichiarazione:

"Quando la luce cominciò a diminuire, decise di andarsene, ma in qualche modo si perse nel cimitero. Non essendo una persona superstiziosa o addirittura una persona che crede nei fantasmi, camminava tranquillamente in cerca del cancello quando improvvisamente si accorse della presenza di qualcosa dietro di lui. Girandosi, a meno di un metro di distanza, vide uno spettro alto e scuro che si librava appena sopra il terreno. Si trovò paralizzato, completamente incapace di muoversi; prosciugato dall'energia da qualche potente "forza ipnotica" che in pochi secondi lo rese inconsapevole di qualsiasi senso del tempo o di essere in grado di riconoscere ciò che lo circondava. Tanto grande era l'intensità di questa forza, che rimase così per diversi minuti (o quello che sembrarono diversi minuti) prima che lo spettro scomparisse bruscamente e quindi lentamente riacquistò le sue normali facoltà."

Talmente numerose furono le segnalazioni riguardo questa entità che un gruppo di persone, membri del The British Psychic and Occult Society, decise di indagare.

Scoprirono che ben due Ley Lines attraversano la parte Ovest del cimitero e lì vi si incrociano.
Resti di un Rituale al Cimitero di Highgate
Secondo la teoria, quando due linee di energia si incrociano su di un luogo di sepoltura possono influenzare le energie residue dei morti; questo spiegherebbe gli avvistamenti nei luoghi attigui al cimitero.
Oltretutto, una delle Ley Lines pare coincida con un corso d'acqua sotterraneo, il che fungerebbe da catalizzatore energetico e favorirebbe il manifestarsi di queste entità.

Proprio per questi motivi, oltre anche al fatto che entrare di notte ad Highgate era relativamente semplice all'epoca, il cimitero fu scelto come luogo di cerimonia da alcuni praticanti di riti necromantici, che si stanziarono lì per molti anni, addirittura continuarono a frequentare il cimitero anche dopo che gli "Amici del Cimitero di Highgate" iniziarono i lavori di bonifica e ristrutturazione. Si crede che l'aumento di manifestazioni paranormali sia legato anche alla pratica di questo tipo di rituali.

UNA STREGA NEL QUARTIERE DI HIGHGATE

Nel quindicesimo secolo, nel quartiere di Highgate risiedeva Margery Jourdemayne, detta anche "La Strega di Ey", Era una donna saggia e grande conoscitrice delle arti magiche, era famosa in tutto il quartiere per la sue straordinari doti divinatorie e per la sua abile capacità di confezionare filtri d'amore e pozioni per la fertilità. I suoi servigi erano molto richiesti, soprattutto ai livelli della alta borghesia e perfino del clero, ma queste conoscenze elitarie furono la causa della sua stessa rovina.

Eleanor Cobham, figlia di  Sir Reginald Cobham,  negli anni '20 del 1400 divenne la domestica di Jacqueline, Contessa di Hainault, la quale trovò rifugio in Inghilterra dopo aver ripudiato il marito, il duca di Brabant.
Enrico V, il Re d'Inghilterra, morì nel 1422, lasciando al giovane Enrico VI il compito di succedergli. Il fratello minore di Enrico V, John, duca di Bedford, governava in Francia mentre l'altro fratello, Humphrey, duca di Gloucester, fu nominato protettore dell'Inghilterra durante la reggenza del piccolo Enrico VI.
Jacqueline era una donna molto potente, aveva ereditato la terra di Hainault dal marito rifiutato e aveva possedimenti in Olanda; questo attirò le attenzioni di Humphrey, che decise di sposarla nel 1423.
La coppia si trasferì a Calais insieme alla servitù, ma ben presto il marito, preoccupato per i suoi possedimenti inglesi, decise fare ritorno in Inghilterra, lasciando la moglie in Francia e tornando insieme alla domestica, Eleanor.
Eleanor, che era molto bella ed ambiziosa, non perse l'occasione e sedusse Humphrey, divenendo la sua amante e, in seguito, sua moglie, nel 1428.
Nel 1436, Humphrey innalzò il titolo nobiliare di Eleanor rendendola duchessa di Gloucester. Nel frattempo il fratello John morì, di conseguenza Humphrey divenne il prossimo nella linea di successione per divenire Re d'Inghilterra, dato che Enrico VI era ancora molto giovane e senza figli; in questa maniera anche Eleanor era ad un passo dal divenire Regina.
Nonostante la ferma opposizione dell'intero consiglio nel far divenire Humphrey Re, l'ambizione di Eleanor crebbe.


The Conjuration from Henry VI, John Opie, (1792)

Nelle corti medievali, i nobili erano soliti affidarsi ad esperti maghi ed astrologi, che consultavano per farsi predire il futuro, ed Eleanor non fu da meno.
Nonostante non fosse più in giovane età e avesse già due figli illegittimi dall'attuale marito, ella desiderava averne un altro, legittimo, per rafforzare la propria posizione. Si rivolse quindi proprio a Margery Jourdemayne  per una pozione di fertilità; si dice che le due si conoscessero già, poiché Eleanor avrebbe chiesto i servigi della Strega di Ey anche per ottenere l'amore di Humphrey.
Inoltre, per avere qualche indizio sulla sua scalata verso il trono, chiese a due famosi astrologi locali, Roger Bolingbroke e Thomas Southwell, di fare una previsione sul futuro del Re. Questi le predissero che il Re avrebbe sofferto di una malattia cronica per tutta la vita. 

Questa notizia giunse fino alle orecchie del Re stesso che, turbato, chiese ai suoi astrologi di confutare questa previsione, cosa che essi fecero prontamente. In questo modo, la precedente previsione appariva non tanto come un modo per interpretare il futuro, ma come una sorta di maledizione scagliata sul Re.
Boilingbroke e Southwell vennero quindi accusati di eresia e pratica della necromanzia e condannati a morte, durante l'interrogatorio fecero il nome di Eleanor, in questo modo anch'ella venne arrestata con le stesse accuse. Eleanor, durante il processo, ammise solamente di aver accettato una pozione di fertilità da Margery, che quindi venne prontamente arrestata ed accusata di stregoneria. Nell'abitazione di Margery furono trovati dei feticci in cera, parzialmente bruciati nel fuoco del camino, che teoricamente sarebbero serviti come rituale per far concepire un figlio ad Eleanor, ma vennero invece considerate ulteriori prove di un attacco mirato al Re.
Il fatto che la duchessa stessa ammise di aver fatto ricorso alle "arti oscure" fu un caso più unico che raro e contribuì a decretarne la caduta.
Margery, condannata a morte dall'Arcivescovo di Canterbury, venne bruciata sul rogo nella piazza del mercato di Smithfields (sì, proprio lo stesso luogo che si raggiungeva attraverso Swains Lane), Southwell fu imprigionato nella Torre di Londra e, per sfuggire al suo terribile destino di sofferenza, prese del veleno e morì in cella, mentre Bolingbroke fu impiccato e squartato.


‘The Penance of Eleanor’ by Edwin Austin Abbey (1900)

Eleanor fu più fortunata, nonostante l'opposizione del marito fu costretta a divorziare da lui, i due non si sarebbero mai più visti, e lei fu condannata al "carcere a vita", condizione che però, grazie al marito che provò a proteggerla, non subì mai e venne invece reclusa in una corte. Tre giorni dopo la condanna, le fu ordinato di fare pubblica ammenda per i suoi peccati: fu costretta per tre volte a camminare per le strade di Londra trasportando un cero, che avrebbe poi acceso nelle cattedrali principali della città. Fu quindi trasferita prima a Cheshire, poi al castello di Kenilworth, poi sull'Isola di Man e infine in Galles, dove morì nel 1452.


"There was a Beldame called the wytch of Ey,
Old mother Madge her neyghbours did hir name
Which wrought wonders in countryes by heresaye
Both feendes and fayries her charmyng would obay
And dead corpsis from grave she could uprere
Suche an inchauntresse, as that tyme had no peere."


(Clicca qui per leggere la prima parte) 
(Clicca qui per leggere la terza parte) *coming soon*


♄Unornya
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Fonti:

giovedì 29 marzo 2018

Glastonbury - Parte III


Dopo aver visto l’imponente Tor ed i giardini lussureggianti del Chalice Well, carichi del loro peso esoterico; il viaggio prosegue poco lontano nel Tempio della Sorgente Bianca.


Letteralmente dalla parte opposta della strada, troviamo la costruzione vittoriana che ospita le acque di questa sacra sorgente: a differenza del soleggiato Chalice Well, in cui regna la presenza dominante del Dio, il sacro maschile, il rubes; dentro questo tempio si respira un’atmosfera diversa: ricca di mistero, come un utero confortante nelle viscere della Madre Terra. Oscuro, illuminato fiocamente dal lume di candela, cullato dal gorgogliare perenne delle acque che vi scorrono e ne allagano il pavimento, è il regno della Dea, del mistero, dell’albedo.



Clicca qui per leggere l’articolo sul Tor.
Clicca qui per leggere l’articolo sul Chalice Well.


THE WHITE SPRING



LA SORGENTE

Come la Sorgente Rossa, anche la Sorgente Bianca ha origine dal Tor. Geologi di tutto il mondo si chiesero per anni come fosse possibile avere due fonti, così differenti nel colore e nella sostanza, originanti dallo stesso giacimento acquifero non proveniendo né da corsi d’acqua sotterranei né da sorgenti termali.

La spiegazione più probabile ci arriva direttamente dall’Era Giurassica. Come abbiamo visto in precedenza, il Somerset era originariamente sommerso dall’oceano; durante questa fase il fondo marino diede forma all’attuale formazione del terreno: i diversi sedimenti, nel corso dei millenni, diedero origine alla struttura del Tor. Le pioggie, con gli anni, portarono in profondità nel terreno i minerali dagli strati più superficiali formando sedimenti compatti che resistettero all’erosione del suolo circostante dando forma alla caratteristica collina.

Parte di queste pioggie primordiali formarono la falda acquifera ricca di ferro, sgorgante nella Sorgente Rossa del Chalice Well. La parte superficiale della collina rese invece la parte superiore del deposito acquifero ricca di calcio, formando cosi la Sorgente Bianca.
La Gran Bretagna è nota per il suo piovoso clima atlantico, per cui le abbondanti precipitazioni fanno in modo che il bacino idrico sia perennemente saturo e ne alimentano il costante flusso. Queste acque sacre ed il Tor si crearono a vicenda, come una specie di alambicco naturale (un altro simbolo fortemente alchemico) e rendendo così unico questo luogo.


IL TEMPIO

A differenza del Chalice Well, la Sorgente Bianca fu lasciata indisturbata fino agli albori del ventesimo secolo. Prima della costruzione dell’edificio in cui tutt’ora erompe, sgorgava in una radura naturale tra edera, muschio e felci. Purtroppo non vi è alcuna fotografia o raffigurazione grafica, possiamo solo immaginarla grazie alla testimonianza di George Wright (1896) - abitante locale: “Com’era Glastonbury allora? Una cosa che mi rimase impressa fu la bellezza di Well House Lane di quei giorni, prima che venisse deturpata dalla costruzione del bacino. Vi era un boschetto, eretto sulla collina; attraverso il quale si poteva udire il gorgogliare dell’acqua corrente. La collina che costeggiava la strada era cosparsa da una serie di pozzi fatati - piccole alcove ricoperte di muschio e felci, ogni ramo o foglia faceva fluire l’acqua, goccia dopo goccia, nel bacino sottostante. L’acqua conteneva calcite, che ricopriva ogni foglia o ramoscello che incontrava il suo percorso. Per molto tempo mi recai presso queste caverne fatate con affezione, la via era oggetto di interesse per ogni visitatore.” Nel 1872, in seguito ad un’epidemia di colera, venne edificata la struttura in cui la Sorgente ancor oggi sgorga in modo da poter fornire acqua pulita alla popolazione.

Con il passare del tempo, il pozzo cadde in disuso e l’acqua venne procurata da condotti provenienti da fuori Glastonbury. Fu solo nel 1980 che venne ripulito dagli strati di calcite e riutilizzato per fornire acqua potabile negli adiacenti negozi e locali; il pozzo stesso venne reinventato come bar. Nel 2004 venne poi acquisito dalla fondazione Companions of the White Spring ed adibito a luogo sacro così come lo conosciamo: venne spogliato dalle tubature, dal cartongesso, dalla vernice… fino a far riemergere la sua fantastica struttura originaria.

Nel 2009 vennero aggiunte delle vasche, disegnate secondo principi di geometria sacra, per poter raccogliere le sacre acque e dare modo ai pellegrini di poter immergersi a pieno nella sacralità di questo posto.


GLI ALTARI

Una volta abituati gli occhi all’oscurità del tempio, possiamo scorgere diversi altari illuminati dal lume danzante delle candele. Arricchiti dalle offerte e dai talismani lasciati dai pellegrini, vengono allestiti stagionalmente dai volontari per riflettere l’inesorabile incedere della Ruota dell’Anno.

Situati in nicchie appartate e cullati dallo sciabordio dalle acque, infondono subito un senso arcano di sacralità.

Sul lato delle vasche sacre, possiamo trovare due altari dedicati a due figure importanti della tradizione britannica. Il primo, incorniciato da un arco di legno, è un altare dedicato al Dio nella sua veste di Spirito della Natura. Il bellissimo dipinto, che lo raffigura, trasuda orgoglio e fierezza: adornato di pelli e palchi di corna, il Dio è qui raffigurato come il Re della Caccia Selvaggia.

Il quadro poggia su un ceppo d’albero, il quale richiama nuovamente il tema boschivo e funge da altare allo stesso tempo - arricchito dalle offerte dei viandanti.



Il Dio Cornuto è una figura antichissima, che abita il nostro immaginario fin dall’alba dell’umanità: le prime raffigurazioni si possono trovare in Francia su delle pitture rupestri risalenti al 13 Millennio A.C. Signore della Vita, della Guerra e della Fecondità, è un archetipo comune a tantissime culture - alcune distantissime tra di loro ma con la stessa matrice. Da Cernunnos, a Fauno alla figura di Pashupati fino alla controversa raffigurazione del Bafometto di Levi.

Poco più avanti sorge l'altare dedicato ad un'altra figura chiave della cultura britannica: la dea Brighid, una figura talmente radicata nelle tradizioni di questa terra tanto da averne originato il nome. Dea della fiamma della creazione, protettrice dei fabbri e dei poeti, è anche protettrice delle sorgenti d’acqua e dei numerosi pozzi sacri che si possono trovare sul suolo di queste verdi isole. Un altare dedicato a lei, in una delle fonti più sacre d’Inghilterra, era doveroso; dove i suoi elementi Acqua e Fuoco danzano l’uno con l’altro.

Clicca qui per leggere di Brighid ed Imbolc.


Il terzo ed ultimo altare si trova nell’ala sinistra dell’edeficio, sotto una cupola di rami intrecciati fittamente; quasi a ricordare un segreto celato nei rovi della foresta. Vi si scorge una vibrante fiamma, stagliarsi netta contro l’oscurità della nicchia. E’ l’altare dedicato alla Dea nella sua veste di archetipo femminile primordiale, una madre oscura ed antica come la Terra. Questo altare, in particolare, fu quello che più mi colpì la prima volta che visitai Glastonbury: una visione oscura della femminilità, comprendente l’interezza del sacro femminino. Una visione potente che, nella cultura cristiana, viene amputata mostrando solo la parte remissiva della donna. Qui i pellegrini sono invitati a sedersi in riflessione, nel silenzio interrotto dal sacro fluire della fonte e dal tintinnio delle preghiere appese alle fronde.




La riflessione di sicuro non manca, dentro questo angolo di mondo ritagliato fuori dal tempo; una finestra sul mondo dell’onirico che ci proietta in un viaggio verso il nostro inconscio in contatto con noi stessi ed il divino.

Vi sarebbero mille altri annedoti sulla sacralità  di un luogo esoterico come Glastonbury; ma il nostro viaggio finisce qui. Se volete saperne di più , Vi invito caldamente a recarvi personalmente in questo luogo tra i più esoterici d’Europa e del Mondo.


♃Ludna
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Fonti:
White Spring Website
The Red & White Springs of Avalon: A Guide to the Healing Waters at Glastonbury  - by Nicholas Mann and Philippa Glasson.

lunedì 11 settembre 2017

Glastonbury - Parte II


Uno dei più grandi misteri di Glastonbury sono le due differenti sorgenti che vi scorrono, una rossa (dovuta all’alto contenuto di ferro) ed una bianca (dovuta all’alto contenuto di calcite); sgorganti a pochi metri l’una dall’altra dai meandri della terra sotto il Glastonbury Tor. Entrambe rinomate da centinaia di anni per loro doti guaritrici. 

THE CHALICE WELL


chalice well glastonbury


Il Chalice Well è un luogo senza tempo, sacro ed eterno, ricco di simbologia arcana; un luogo dove l’energia è palpabile e non può fare a meno di influenzarti.
Passeggiando lungo il viale di ciottoli, passando sotto agli archi di piante intrecciati, si ha la sensazione di uscire dal mondo comune e di entrare in un posto fatato, l’aria che si respira è diversa. Questo luogo è meta di pellegrinaggi da millenni, e solo visitandolo si capisce perchè.

Da tempi immemori, le fonti d’acqua erano considerate sacre; fluiscono sottoterra come le vene del corpo umano e divengono un dono della madre terra a noi, per nutrire il nostro corpo e la nostra anima.
Il Chalice Well è di fatto una sorgente che ha origine naturale in questo luogo e  non ha mai smesso di funzionare; è un simbolo della forza vitale eterna di madre natura. Reperti archeologici suggeriscono infatti che il pozzo sia stato in uso per almeno duemila anni: nelle prossimità della sorgente furono trovate numerose punte di lancia risalenti al paleolitico, vasellame dell'età della pietra e di epoca romana.
I nostri antenati vedevano i pozzi come la porta del mondo spirituale, dove il velo tra l’esistenza umana e lo spirito sparisce, in modo da poter comunicare con le divinità e con gli spiriti della natura.

Adiacente al pozzo, si trova una stanza pentagonale, di forma irregolare che risale molto probabilmente al sedicesimo - diciassettesimo secolo, la quale forma e il suo scopo sono tutt’ora un mistero; tuttavia, le sue proporzioni geometriche hanno legami con le antiche unità di misura degli Egizi, forse serviva a qualche cerimonia d’iniziazione.
Al giorno d’oggi non è accessibile, ma la sua entrata può essere ancora scorta guardando all’interno della cavità.


chalice well glastonburyIl coperchio del pozzo, fatto di quercia inglese, è sormontato da una struttura in ferro battuto a forma di vesica piscis:
è un simbolo di forma ogivale ottenuto da due cerchi dello stesso raggio, intersecantisi in modo tale che il centro di ogni cerchio si trova sulla circonferenza dell'altro.
Il nome significa letteralmente vescica di pesce in latino. Come intersezione di due cerchi essa rappresenta la comunicazione fra due mondi, due dimensioni diverse, l’unione di cielo e terra, spirito e materia, conscio e subconscio, maschile e femminile. La geometria di questa figura forma la base dell’armonia che si ritrova nelle proporzioni trovate nel mondo naturale.
La struttura è attraversata da una lancia sanguinante. Basato su un disegno medievale, si tratta di un dono del famoso archeologo di Glastonbury, Frederick Bligh Bond, nel 1919. Egli si interessava molto alla geometria sacra, utilizzata in molti luoghi d’importanza spirituale nel mondo.

L’unione dei due simboli, la lancia e la coppa (il pozzo in sé), rappresentano nuovamente l’unione del maschile e femminile. La lancia rappresenta inoltre la Lancia Sacra, impregnata del sangue di Cristo. Quello stesso sangue che, secondo la leggenda, venne raccolto nel Sacro Graal e immerso successivamente nella Sorgente Rossa, donandone le proprietà curative ed il caratteristico colore rossastro. 

L’unione del masculino e del femminino è un tema ricorrente a Glastonbury, come abbiamo visto. Il pozzo stesso, una cavità proveniente dalle viscere di Madre Terra e con le sue acque scarlatte, è un richiamo al sangue e allo yoni. A breve distanza sorge il Tor, che rappresenta con la sua torre il sacro masculino per eccellenza, in corrispondenza dell’intersezione delle linee di San Michele e Santa Maria. 

Oltre ad il celeberrimo Chalice Well, è possibile ammirare una serie di altri simboli sacri ed impregnati di carica esoterica, incastonati come gioielli nel dedalo della vegetazione lussureggiante (qui la mappa). 

The Vescica Pool


chalice well glastonbury


Il tema della vescica piscis ricorre nuovamente nella Vescica Pool (vasca della vescica), ove si raccolgono le acque del giardino ed alle cui spalle sorgono due magnifici tassi secolari. Questi due alberi probabilmente erano parte di un viale o di un antico boschetto cerimoniale, essendo i tassi  sacri nella tradizione druidica.

Il tasso è un albero dal significato profondamente esoterico: legato all’influenza di Saturno, risulta sacro in molti culti nordeuropei e celtici, mentre in Irlanda è uno dei 5 alberi sacri (Albero di Ross). Ancora adesso guardiano dei nostri cimiteri, è un albero associato con la morte e la rinascita, la divinazione, i viaggi astrali e qualsiasi cosa legata alla comunicazione tra i mondi. Il suo legno è indicato per costruire le rune, gli Ogham, specchi divinatori e tavole ouija. Colgo l’occasione per specificare che il Tasso è tossico se ingerito, per cui non deve essere usato per confezionare calici, coppe ecc.




The Healing Pool


chalice well glastonbury
Proseguendo per il sentiero che conduce al pozzo, climax di questo cammino iniziatico, ci si trova davanti alla Healing Pool (vasca guaritrice): una vasca costruita nel 18 secolo, in cui si può distintamente vedere il deposito ferroso della sorgente, riversante nel bacino da una cascatella. 



Uno dei punti di congiunzione delle due ley lines è proprio in prossimità di questo punto del giardino: come suggeriscono le inferriate, è possibile immergersi nella vasca per assorbire appieno le proprietà rigeneranti della fonte o ricaricare i nostri strumenti magici.



The Lion’s Head 

Risalendo ancora il percorso, ci si imbatte in un’altra fontana: la Lion's Head (testa di leone), l’unico punto all’interno del giardino in cui l’acqua della fonte può essere bevuta. La scelta del leone, non è una scelta casuale: questo felino, sacro agli Egizi, segnava l’inizio di un nuovo anno kemetico. 
Non solo la costellazione del Leone compariva nel periodo più caldo dell’anno (segnando per alcuni popoli l’inizio dell’estate), anche i leoni stessi lasciavano il deserto per cercare refrigerio nei pressi del Nilo, che in questo periodo dell’anno straripava inondando i campi e segnando un nuovo ciclo agricolo. Il popolo kemetico quindi, per celebrare la ricorrenza, erano soliti scolpire una testa di leone sui ponti dei loro canali. Un simbolo che ancora oggi vediamo sulle nostre fontane.




Ludna & Unornya ♄
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martedì 18 luglio 2017

Glastonbury - Parte I

Glastonbury, conosciuta ai più come una delle mete esoteriche per eccellenza in Europa, è una bucolica cittadina nel verde Somerset (Inghilterra).  Una nomea ben meritata, grazie alle numerose leggende che la circondano: l’Isola di Avalon, il sepolcro di Re Artù, il sacro Graal e le acque miracolose delle Sorgenti Bianca e Rossa.



La collina che sovrasta Glastonbury (Glastonbury Tor), con la sua iconica torre, sorge inoltre sulla Michael Ley Line, una delle linee energetiche che attraversano la superficie del nostro globo. La stessa energia che avrebbe fatto da catalizzatore per le leggende ed i misteri che impregnano l’atmosfera di questo magico posto - da molti identificato con l’Avalon Arturiana. 

Nel libro The Sun and the Serpent, Hamish Miller e Paul Broadhurst approfondiscono l’enigmatico allineamento che correla centinaia di siti archeologici neolitici, celtici e luoghi di culto cristiani nel Sud dell’Inghilterra- allineamento già menzionato a metà degli anni 60 dall’accademico John Michell.  Miller e Broadhurst, dopo anni di studio, scoprirono ben due distinte linee di energia, lunghe all’incirca 300 miglia e quasi parallele: la linea di San Michele e la linea di Santa Maria. Furono chiamate così per via delle numerose chiese dedicate a San Michele e alla Vergine Maria che giacciono rispettivamente su entrambe, anche se questi sentieri sono ben più antichi del Cristianesimo stesso.

L’Arcangelo Michele è associato alla Luce, ai Misteri e all’Altro Mondo - qualità attribuite anche ad altre divinità, antecedenti al Cristianesimo, come Toth, Mercurio e Bel.

Le divinità psicopompe erano spesso associate allo spirito della terra, le cui forze misteriose erano rappresentate da serpenti e dragoni. In Oriente, secondo la tradizione cinese, le correnti sotterranee e i terremoti sono generati da enormi draghi che si muovono sotto terra. Lungo queste linee terrestri, sorgevano posti di potere marcati da monoliti, templi scavati nella roccia o santuari in cima alle montagne, dove si credeva al suo interno giacesse un drago… Posti che, migliaia di anni dopo, furono rimpiazzati con santuari dedicati a San Michele; l’Angelo rappresentato nel gesto di uccidere il dragone e quindi preso come simbolo Cristiano della soppressione delle vecchie religioni.

Non a caso la maggior parte delle chiese cristiane dedicate a San Michele Arcangelo, soprattutto se di epoca medievale , sorgono nel punto più elevato del paese. 

Con il proseguire della ricerca, gli autori fecero una scoperta sensazionale: le linee di energia sembrano intersecarsi, come in un intimo rituale di accoppiamento, in prossimità di tre punti precisi a Glastonbury: il Tor, il Chalice Well, e le rovine dell’Abbazia.
In questi tre luoghi, l’energia si bilancia e, recandosi lì, si ha un’immediata sensazione di pace ed armonia.

La linea di Maria (il femminino, lo yin) incontra la linea di San Michele (il masculino, lo yang) congiunti in una forma a coppa (Tor)- sormontata dalla fallica figura della Torre di San Michele. Un’immagine evocativa, un potente simbolo alchemico della fusione universale degli opposti.


St. Mary Ley Line


L’altro punto dove si intersecano è il Chalice Well Garden. A lato dell’entrata dei giardini, troviamo un bassorilievo rappresentante una croce con due ampolle; secondo la leggenda, nell’ampolla dorata si troverebbe il sangue di cristo, in quella argentata il sudore.
Secondo le leggi alchemiche, il sangue rappresenta l’energia maschile, l’argento quella femminile.

Le due linee energetiche si intersecano quindi nella Glastonbury Abbey, proprio nel punto dove oggi si trova la tomba di Re Artù e Ginevra, sepolti insieme quasi a rappresentare l’unione tra il maschile ed il femminile.




L’ISOLA DI AVALON ED IL GLASTONBURY TOR

Non si può parlare di Glastonbury senza menzionare Avalon - la mitica isola dei Cicli Arturiani. 


L’Isola di Avalon comparve per la prima volta nella Historia Regum Britanniae, manoscritto di Goffredo di Monmouth: un’opera scritta circa nel 1136, che ripercorse 2000 anni di storia delle varie dinastie britanniche; compresa la discussa figura di Artù. 

Avalon significherebbe “Isola delle Mele”, dal bretone Aval e gallese Afal (mela); secondo le leggende il Tor sarebbe stato abitato da Gwyn ap Nudd, il Signore dell’Annwn; divenuto successivamente il Re delle Fate e Signore di Avalon - un’isola piena di meli selvatici, vigne e grano; un’isola idilliaca dove le persone potevano vivere senza bisogno di coltivare la terra ma semplicemente raccogliere i frutti della stessa.

Questo magico luogo sarebbe anche il luogo in cui Giuseppe d’Arimatea si sarebbe recato in pellegrinaggio con Gesù (secondo la leggenda), quando questi era ancora fanciullo; per poi farvi ritorno, dopo la sua crocifissione, per fondare la prima chiesa britannica - dove si vocifera fosse custodito il Santo Graal, seppellito insieme ai resti di Giuseppe. 

Una volta giunto a Glastonbury; Giuseppe, esausto dopo il lungo pellegrinaggio, avrebbe piantato il suo bastone per riposare, il quale radicò nel terreno fino a fiorire nel leggendario “Holy Thorn”, il Biancospino di Glastonbury; una pianta che cresce solo nelle zone limitrofe di questa cittadina.

Sempre ad Avalon sarebbe sepolto re Artù, trasportato nell'isola su una barca guidata dalla sorellastra Morgana. Artù riposerebbe sull'isola, in attesa di tornare nel mondo quando questo ne sentirà nuovamente il bisogno.

A partire dagli inizi dell'XI secolo prese corpo la tradizione secondo cui Artù sarebbe sepolto nella Glastonbury Tor, che in passato era circondata dall'acqua, proprio come un'isola: in epoca preistorica, la pianura circostante era terreno paludoso che diveniva un vero e proprio mare a seconda delle maree.

Durante il regno di Enrico II, l'abate Enrico di Blois commissionò una ricerca, che avrebbe portato alla luce un enorme tronco di quercia o una bara con un' iscrizione: "Qui giace sepolto l'inclito re Artù nell'isola di Avalon". I resti furono sotterrati di nuovo davanti all'altare maggiore, nell'abbazia di Glastonbury, con una grande cerimonia, a cui partecipò anche la famiglia reale. 
Il luogo divenne meta di pellegrinaggio fino al periodo della Riforma protestante. Venne scoperto poi che il sepolcro di Artù dell’abbazia non è altri che un falso, architettato dalla diocesi per raccogliere fondi - il quale può essere tutt’ora ammirato nei resti dell’abbazia, tra i secolari giardini ed fruttuosi meli. Magari il sepolcro di Artù sta ancora aspettando di essere scoperto nelle nebbie magiche di Avalon…

Quello che è certo è che il Glastonbury Tor fu un punto di interesse ed un luogo sacro ben prima del cosiddetto ritrovamento del sepolcro, infatti sono stati ritrovati manufatti risalenti all'Età del Ferro ed all’Impero Romano: una fucina per lavorare il ferro; due tombe del VI secolo, frammenti di anfore mediterranee, ossa animali ed un elemento di bronzo - probabilmente un ornamento facente parte di una lancia sassone. Tali ritrovamenti suggeriscono che la collina fosse da sempre un appetibile avamposto, forse dovuto al fatto che fosse circondata dalle paludi e quindi difficilmente raggiungibile dai nemici. 

L’origine del nome “Glastonbury” in sé, non è chiara: pare derivi dall’arcaico Glestingaburg, Glestinga (probabilmente un denominativo celtico) e - Burg (parola anglosassone per indicare un luogo fortificato); mentre “Tor” deriva dall’Inglese antico “torr” (collina rocciosa).
Un altro nome di Glastonbury fu Ynys-witrin - L’Isola di Vetro.

Una degli irrisolti misteri del Tor sono le sette terrazze che delineano la collina, dall’origine incerta: non è chiaro se si tratta di un terrazzamento naturale o creato dall’uomo, si sa semplicemente che risale al Neolitico. Alcuni credono che segni un percorso iniziatico, vecchio di migliaia di anni. Seguendo il sentiero intricato e tortuoso del labirinto, ci si sintonizzerebbe con le energie questo luogo sacro; dove cielo e terra si incontrano.


Nel prossimo articolo l'Abbazia, il Chalice Well Garden e la Sorgente Bianca...

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♃Ludna & Unornya♄
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