giovedì 13 giugno 2019

L'Universo dei Tarocchi: Psicologia, Intuito e Magia - Parte I

Lo strumento della Strega più conosciuto al mondo ma, allo stesso tempo, meno compreso è sicuramente il mazzo dei tarocchi.
Questa serie di articoli non vuole essere una guida assoluta all'utilizzo di questo mezzo, poiché in molti esoteristi hanno già scritto a riguardo e, nonostante utilizzi i tarocchi da quando ho memoria, continuo a credere che i migliori maestri in questa pratica siano l'esperienza e l'intuito.

In questi articoli, infatti, intendo raccontarvi le mie personali riflessioni, le mie conoscenze e le mie esperienze con questo antico quanto efficace strumento, con la speranza di poter essere utile sia a coloro che hanno appena iniziato a studiare questo metodo divinatorio, sia ai più esperti, magari offrendovi un ulteriore punto di vista.


ORIGINE DEI TAROCCHI

La prima documentazione storica che abbiamo sui Tarocchi risale al quattordicesimo secolo, in un documento intitolato “Cronaca di Viterbo” possiamo leggere:

"Anno 1379, un gioco di carte proveniente dalla Saracinia chiamato Naib è stato portato a Viterbo".

mamluk tarot deckL'origine del termine Naib è incerta, ma si pensa che si riferisca al mazzo dei Mamelucchi Egizi chiamato Mulûk wa-Nuwwâb. Il mazzo era composto da 52 carte divise in 4  sezioni: Bastoni da Polo, Monete, Spade e Coppe. Ogni sezione aveva 10 carte numerate da 1 a 10 e tre carte di corte, raffiguranti gradi elevati nelle gerarchie civili o militari: Malik (Re), Nā'ib Malik (Vicerè) e ThānÄ« na'ib (Secondo in comando).

Si pensa inoltre che il mazzo non sia stato inventato dai Mamelucchi stessi, ma che fosse giunto a loro dalla Cina, attraverso il popolo della Mongolia con cui i Mamelucchi avevano frequenti contatti.
In aggiunta, mentre il Re ed il Vicerè rappresentavano due autentiche cariche della gerarchia dei Mamelucchi, non si trova traccia invece della carica di Secondo in comando, si suppone quindi che in origine il mazzo avesse solamente due figure e che la terza fosse stata aggiunta in seguito per l'influenza data da un altro mazzo di carte di origine Persiana, il Ganjifa, che conteneva anch'esso tre carte di corte.

Le carte dei tarocchi in origine erano utilizzate come gioco da tavolo, un passatempo comune che si diffuse rapidamente fra il popolo, dalle corti reali alle taverne di paese; si prestavano sia ai fini educativi che al diventare un vero e proprio gioco d'azzardo, per questo motivo in seguito vennero infatti banditi da precisi statuti, in quanto immorali. 
Acquisirono un carattere divinatorio grazie alle popolazioni nomadi degli Zingari, che diffusero questa tradizione durante le loro peregrinazioni in Europa.

Sull'origine delle 22 carte addizionali si conosce ancora poco, anche se molte sono le speculazioni a riguardo, ma considerando l'iconografia molto affine a quella del periodo, si ipotizza che siano originarie del Medioevo.
Queste carte venivano chiamate Trionfi per distinguerle dalle altre. Le principali fonti storiche ritengono che i trionfi furono introdotti nel mazzo per rendere il gioco delle carte più complesso ed attraente.

Per quanto riguarda invece l'etimologia della parola "tarocchi" essa rimane un mistero, anche se in molti hanno provato a dare un'ipotetica spiegazione.

Secondo alcuni la parola deriverebbe dal greco etarohoi, che significa "amici che giocano nei convivi”; secondo altri invece, si riferisce ai fini disegni geometrici decorativi presenti sul retro delle carte, quest'arte in gergo si definiva “Taroccato".

Ma è alla fine del 1700, con la diffusione di varie correnti esoteriche, che le speculazioni più ardite iniziarono ad affiorare.

Court de Gebelin associò il mazzo con il libro di Thoth o libro di Tarot, antico testo filosofico in cui la divinità egizia della saggezza e delle scienze avrebbe condensato lo scibile umano. Inoltre, in antico egizio la parola tarosh significherebbe "via reale"; le immagini dei tarocchi rappresenterebbero quindi la sintesi allegorica dei geroglifici.

Alphons L. Constant, più conosciuto come Eliphas Levi, filosofo, occultista e studioso del simbolismo,  abbinò le 22 immagini dei Trionfi ai 22 percorsi che uniscono le 10 Sephirot dell'albero della vita della Cabbala, ipotizzando che la parola Tarocchi derivasse da Torah.

Le ipotesi sull'origine dei Tarocchi sono infinite e ciascuna di esse apre a nuovi spunti, invitando gli studiosi a indagare su nuove interpretazioni, ma nessuno è mai stato in grado di stabilirne un'origine con certezza; forse anche questo rende questo metodo divinatorio tanto enigmatiche quanto interessanti.

IL MAZZO DEI TAROCCHI

La versione classica del mazzo dei tarocchi comprende 78 carte, suddivise rispettivamente in 22 Arcani Maggiori, che come abbiamo già detto vengono chiamati anche Trionfi, e 56 Arcani Minori, a loro volta divisi in 4 semi (bastoni, coppe, denari, spade), ognuno di essi rappresentato su 14 carte tra numeri e figure.
La suddivisione dei 4 semi degli Arcani Minori suggerisce un facile accostamento alla rappresentazione allegorica dei 4 elementi: 

Bastoni - Fuoco, 
Coppe - Acqua, 
Spade - Aria, 
Denari - Terra.

Genericamente, soprattutto in una lettura di tipo psicologico, gli Arcani Maggiori hanno una valenza più forte per quanto riguarda il responso, mentre gli Arcani Minori, come suggerisce il termine, indicano maggiormente delle risposte collaterali, altri fattori che possono influenzare positivamente o negativamente il valore generale della risposta.

Di solito, soprattutto nei mazzi di fattura più recente, gli Arcani Maggiori sono associati a dei numeri da 0 a 21; in questa maniera si identificano più facilmente le figure e inoltre, se osservati disposti in numerazione progressiva, possiamo notare come descrivano perfettamente le varie fasi della vita dell'essere umano.
Escludendo la carta zero, il Matto, che rappresenta il caos primordiale dove tutto termina e tutto inizia, le altre 21 carte possono essere suddivise in 3 serie da 7, che rappresentano i tre percorsi evolutivi della vita: gioventù, età adulta, vecchiaia.

Per rappresentarli schematicamente al meglio, dovremmo disporre gli Arcani Maggiori in un cerchio, iniziando e chiudendo con il Matto. Possiamo notare così che il mazzo è divisibile anche perfettamente a metà, ognuna delle quali contenente 11 Arcani.

I BAGATTO 0 MATTO
II PAPESSA XXI MONDO
III IMPERATRICE XX GIUDIZIO
IV IMPERATORE XIX SOLE
V PAPA XVIII LUNA
VI AMANTI XVII STELLE
VII CARRO XVI TORRE
VII GIUSTIZIA XV DIAVOLO
IX EREMITA XIV TEMPERANZA
X RUOTA DELLA FORTUNA XIII MORTE
XI FORZA XII APPESO


La prima metà rappresenta un vero e proprio percorso evolutivo della vita terrena, questi Arcani sono legati a concetti tangibili e razionali, con cui ognuno di noi si può riconoscere.

La seconda metà invece rappresenta una sorta di viaggio iniziatico, scandito da allegorie, figure esoteriche in cui l'essere umano ha un ruolo marginale e passivo.

Mentre la prima metà del mazzo è legata a concetti prettamente fisici, la seconda metà è decisamente legata a figure metafisiche: due strade che ad una prima occhiata sembrano opposte, che non sono una alternativa all'altra, ma bensì da percorrere contemporaneamente e in equilibrio l'una con l'altra. 
Sono le due energie opposte che permettono alla grande ruota dei tarocchi di continuare a girare, il tutto a rappresentare il ciclo della vita.

Unornya

To read this article in English click here.

Nessun commento:

Posta un commento