martedì 16 luglio 2019

16 Luglio, Luna Piena in Capricorno: La Spinta per Crescere

luna piena capricorno fasi lunari

Quest’oggi, alle 23:39, la Luna diviene piena sotto il segno del Capricorno. Ad accompagnare questa lunazione vi sarà anche un’eclissi parziale, che raggiungerà il suo picco attorno le 23:30.

La Luna in Capricorno ci accompagna nelle profondità della nostra anima e ci costringe ad affrontare le nostre paure, a venire a patti con ciò che tentiamo costantemente di controllare e di nascondere a noi stessi. Ad amplificare questa influenza vi è anche la congiunzione tra Luna e Plutone; consideriamo questa lunazione come un viaggio della nostra anima nell’Ade, nel luogo dove celiamo le emozioni dalle quali tendiamo a fuggire.
L’energia dell’eclissi, inoltre, porta alla luce i nostri errori, la paure e le nostre ombre dal passato, è facile che in questi giorni sentirete una forte malinconia, vi torneranno in mente ricordi spiacevoli e sentirete maggiormente la vostra vulnerabilità, questo accade poichè tutto ciò ritorna in superficie per essere finalmente esposto e digerito, siamo pronti per questa trasformazione.

Questa lunazione avviene nel segno del saturnino Capricorno, che di materno, caldo e avvolgente non ha nulla, ma che ci sprona all’autosufficienza e ad imparare dai nostri errori. In questo momento quindi abbiamo la possibilità di evolverci e crescere accettando le nostre emozioni più nascoste, ad aiutarci in questo processo vi è il Sole in Cancro che ci invita ad aprire il cuore verso il nostro stesso lato oscuro, comprendendo ed accettando i nostri limiti. Questo ci permette anche di risolvere delle questioni che abbiamo in sospeso da molto tempo e finalmente lasciarle andare.

Durante questa lunazione con eclissi tutte le nostre percezioni sottili sembrano amplificate, ci sentiamo risvegliati, con un’energia forte e in continua espansione. Potremmo anche sentirci sopraffatti da tutta questa ondata di sensazioni, tanto che molti di noi potrebbero avere problemi a dormire o a rilassarsi (consideriamo anche che siamo nel pieno di Mercurio Retrogrado).
In questi giorni abbiamo la possibilità di vedere manifestate le intenzioni che abbiamo seminato nella scorsa lunazione.

La divinità che meglio rappresenta questa lunazione è proprio il Dio Saturno, divinità greco-romana dell’agricoltura e della giustizia.
Saturno veniva anticamente raffigurato come un uomo anziano dalla barba lunga, talvolta con le ali. Gli attributi di Saturno che tradizionalmente tiene in mano sono la clessidra e la falce: la prima, nella mano destra, misura il tempo, e la seconda, nella mano sinistra, che lo taglia inesorabilmente, così che anticamente la sua figura venne assimilata alla figura della Morte dalla falce in pugno, poichè Saturno è il pianeta del karma e miete i frutti delle azioni che compiamo.

Unornya

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sabato 13 luglio 2019

I Custodi della Terra - La nostra guerra è la vostra guerra.

Come abbiamo visto, di recente vi è una crescente rivendicazione del ruolo oscuro della Strega. La Strega non è fatta di glitter, cristalli luccicanti e di cosplay fantasy; come reazione all’imperante concezione new age degli anni 90, che rifiutava completamente la parte oscura della pratica in nome del peace and love, si e’ diffusa la “wiccafobia”.

Di conseguenza, adesso, si osanna invece chi lavora solo con la propria ombra - dimenticando quella parte guaritrice e luminosa del proprio essere.

La stregoneria è crudele, è una lama affilata nel palmo di chi la possiede, di certo non è una religione da hippies abbraccia alberi. 

No, non è solo quello; ma se vi dicessi che è ANCHE quello?

Spesse volte si tende a considerare la propria spiritualità come una vita secondaria, completamente divisa dalla vita di tutti i giorni. 
Altre volte si discute che le pagine a tema esoterico dovrebbero occuparsi SOLO di esoterismo, perché è quello che il lettore vuole vedere.

Non esiste una scissione temporale tra attualità ed esoterismo, si intrecciano l'una nell'altro.
Non possiamo vivere la nostra pratica rifacendoci ad antichi manoscritti, ignorando lo scempio che il nostro pianeta sta subendo.

Come praticanti, noi veneriamo la natura. E come tali, dobbiamo proteggerla. 
La Terra è la nostra casa, la casa che abbiamo giurato di rispettare. 

Che siate Greta Thunemberg o che raccogliate i rifiuti dalle spiagge nel vostro tempo libero, siamo tutti responsabili alla stessa maniera e sta a noi cambiare il nostro modo di vivere, in modo da aiutare Madre Terra - nella vita di tutti i giorni come nella vita spirituale.

Non cadiamo nella trappola del pensare “Ma alla fine che differenza posso fare, se nessun altro cambia il loro modo di agire?”. 

Non serve fare gesti eclatanti; salpare per il Circolo Artico per salvare le balene, darsi alla politica, essere un influencer famoso o rifugiarsi sulla cima d'un monte. Non e l’eroismo del solo a salvare il pianeta, ma i piccoli gesti quotidiani di tanti.

Aiutiamo Gaia, energeticamente e nel concreto. La modernità ha fatto in modo che si perdesse il contatto con il mondo intorno a noi; nelle relazioni con gli altri essere umani ma anche con la natura stessa, portandoci così a vivere la nostra spiritualità online e sempre meno nel tempio par excellence: le foreste, le spiagge, le montagne, i prati coperti di fiori di campo…

La spiritualità non è solo un fattore di #aesthetic, è un fattore di sincronia con quello che ci circonda. L’essere parte di Uno.

**Clicca qui per leggere come sincronizzarci con la Natura**

Secondo studi recenti, la fine dell'umanità così come la conosciamo potrebbe avverarsi entro il 2050. Il pianeta cambia inesorabilmente, in quanto ecosistema si reinventa e cambia forma. Non e’ la prima volta che questo corpo celeste si trova ad adattarsi a cambiamenti di tale portata; la vita trova sempre la sua strada. L'unicità di questo scenario è che si tratta della prima volta in assoluto che un essere senziente trascina sé stesso ed altri in un folle suicidio di massa.

Informatevi su quello che potete fare nella vita di tutti i giorni, con le vostre energie per guarire l’Universo ed anche difenderlo.

**Clicca qui e qui per leggere alcuni eco-friendly tips**

Non è un cambiamento climatico, è un’emergenza globale.

Abbracciamo gli alberi intorno a noi, ascoltiamo la loro sofferenza ed invochiamo la strega oscura che alberga in ognuno di noi. La loro lotta per la sopravvivenza, è la nostra guerra.

La guerra per la nostra casa, per la nostra vita e per la nostra Dea.

♃Ludna
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martedì 2 luglio 2019

2 Luglio, Luna Nuova in Cancro: Lasciar Andare

luna nuova cancro fasi lunari

Quest'oggi, attorno alle 21:17, la Luna diviene nuova sotto il segno del Cancro.
Il solstizio d'estate appena passato ci ha indotto a lavorare con le nostre emozioni, ora è arrivato il momento per noi di accettarle e di viverle nella loro totalità. Riservate loro lo spazio che meritano per esprimersi in tutto il loro splendore.
Questa lunazione rappresenta metaforicamente una morte e una rinascita, poiché nello stesso giorno assisteremo alla potente svolta energetica causata dall'eclissi solare (purtroppo visibile solo per chi si trova nell'estremo emisfero sud); potremo quindi usufruire sia dell'energia rinnovatrice del novilunio che quella dell'eclissi.
Gli effetti di questa eclissi saranno molto intensi per tutto il pianeta e, poiché avviene nel segno del Cancro, saranno principalmente i sentimenti ad essere coinvolti. Tutto questo movimento energetico ci permetterà di evolverci e liberarci.

Il Cancro è anche dove la Luna trova il suo domicilio, un segno rappresentato dall'elemento acqua dove l’emotività, i sogni e l'inconscio possono esprimersi al massimo. L'elemento acqua è ciò che nutre il nostro corpo ed il nostro spirito, rappresenta in pieno il grembo materno che ci dona tutta l'energia ed il conforto di cui abbiamo bisogno per vivere e rinascere. Riflettiamo dunque su ciò che ci fa sentire a casa, l'ambiente dove possiamo posare le maschere ed essere completamente noi stessi, rivelando ai nostri occhi nient'altro che la verità; così facendo potremo finalmente lasciar morire quella parte di noi che non ci appartiene più, solamente tagliando i rami secchi saremo liberi di crescere.

Come sempre, la luna nuova è il momento ideale del mese per piantare i semi delle nostre intenzioni, l'associazione con l'eclissi non fa altro che catalizzare il processo.
Oltre a visualizzare ciò che vogliamo per il nostro futuro, dobbiamo avere ben chiaro ciò che invece non desideriamo più, il lato oscuro dell'eclissi. 
In questo momento è ideale focalizzarsi sui nostri errori del passato, i comportamenti che non vogliamo più che siano parte della nostra persona. 

Se vi è utile, scrivete su un foglio di carta ciò che non volete più nella vostra mente, nel vostro corpo e nel vostro ambiente e poi bruciate tutto per far sì che veniate ripuliti da tutto ciò che volete eliminare. Solamente dopo esservi liberati di questa zavorra avrete la possibilità di visualizzare con chiarezza i vostri obiettivi per il futuro.
Scrivete ora le vostre intenzioni su un foglio di carta, ma questa volta seppellitelo nella terra fresca che custodirà i vostri desideri, contribuirà a nutrirli e li aiuterà a sbocciare.

La divinità che meglio rappresenta questa lunazione è Demetra, madre di Persefone, dea della natura e delle messi, archetipo di Dea Madre.
Demetra rappresenta l'energia materna, ella è nutrice e protettrice di coloro che sono più giovani e vulnerabili. Ella difende i suoi figli a tutti i costi, ma deve imparare a lasciarli andare quando è tempo, in modo che essi prendano la propria strada e comprendano il proprio posto nel mondo.

Unornya
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lunedì 17 giugno 2019

17 Giugno, Luna Piena in Sagittario

luna piena sagittario fasi lunari

Oggi, Lunedì 17, la Luna diviene piena nel segno del Sagittario. 
La Luna si troverà a circa 25º del Sagittario, questo significa che sarà estremamente vicina al centro della nostra galassia e che quindi gli influssi energetici di questo plenilunio saranno estremamente potenti.

Con questa luna possiamo focalizzarci maggiormente sulle relazioni che intraprendiamo con chi è attorno a noi, approfittiamo quindi dell’energia espansiva del Sagittario concentrandoci in particolare sulle ultime amicizie che abbiamo stretto: c’è spazio per farle crescere ulteriormente? così sia! 
Ascoltate con attenzione le idee delle persone fidate di cui vi circondate, possono essere degli ottimi spunti per lavorare su ciò in cui credete.


Il Sagittario è il segno che rappresenta il viaggio, sia fisico che metafisico, per questo motivo questa lunazione amplificherà le nostre capacità psichiche. È un ottimo momento per una meditazione importante e per fare attenzione a tutto ciò che percepiamo; quella risposta che state attendendo da tempo vi verrà fornita dall’universo in questi giorni!

Questi sono giorni di grande energia, ottimismo e sincerità, verso gli altri ma soprattutto verso noi stessi. Utilizzate la scintilla focosa di questa lunazione per lavorare sui vostri progetti per il futuro, per crescere e migliorarvi. In questo periodo la natura inizia a donarci i suoi frutti con generosità, impariamo a cogliere anche quelli metaforici.

La divinità che meglio rappresenta questa lunazione è Atena, Dea greca della saggezza. Atena ci incoraggia ad essere forti, ad affrontare le nostre paure e superarle. La saggezza che ci conferisce Atena proviene dalle nostre esperienze terrene, ci costringe quindi ad imparare anche dalle piccole cose.


Unornya

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sabato 15 giugno 2019

Aquae Sulis - Il cuore celtico della Britannia Romana



Nel Sud dell’Inghilterra possiamo trovare un vero e proprio gioiello storico ed architettonico, incastonato nella verde campagna inglese: la cittadina di Bath. Precisamente, ci troviamo nel Somerset - una regione che, come abbiamo già visto parlando di Glastonbury, spicca per il numero di siti di interesse esoterico sul suo territorio.

Il nome di Bath deriva da “bagno”, infatti questo luogo era un importante stabilimento termale durante l’occupazione romana. Ma sarebbe riduttivo classificarlo solo come tale, in quanto era anche un luogo di culto per i Celti in primis e per i Romani successivamente.

Le sacre acque, considerate miracolose, originano dal sottosuolo: le piogge millenarie, riversate nei secoli sulle Mendip Hills, penetrarono negli strati calcarei del terreno dove, in profondità, raggiunsero una temperatura di circa 96°C. La pressione dell’acqua, surriscaldatasi, riportò il corso d’acqua sotterraneo in superficie, originandone la famosa sorgente: una piscina naturale, dal colore smeraldo e dalle smerigliature cremisi del ferro, avvolta nei fumi di vapore innalzati nella gelida aria invernale... Non vi sono dubbi del perché le genti di allora considerassero tale meraviglia opera degli Dei.

Studi dimostrano che la fonte è in uso da almeno 10,000 anni, ma le prime testimonianze concrete le abbiamo con l’arrivo dei Celti in Britannia nel 700 AC, i quali ne circoscrissero il perimetro con delle strutture in legno a scopo rituale.
Credevano che questo luogo magico, con le sue proprietà guaritrici, fosse l’opera della Dea Sul - una dea celtica patrona della medicina, guarigione e fertilità. Sul fondo della sorgente furono trovate monete, comprovando la teoria che la popolazione usasse lo specchio d’acqua come canale di comunicazione con il divino, lasciandovi offerte nella speranza di ottenerne il favore.

LA DEA SULIS-MINERVA


Sul o Sulis era una divinità venerata nelle zone limitrofe di questa fonte magica. A differenza del diffuso concetto odierno neo-pagano di divinità femminile lunare, è una dea solare. 

L’etimologia del suo nome non è del tutto chiara, la teoria più accreditata è che la parola provenga dal Proto-Celtico sūli: uno dei tanti suffissi per la parola “sole”, di derivazione Indo-Europea (vedasi ηέλιος “elios” in Greco, “sūryah” in Sanscrito, “suhlio” in Proto-Indo-Europeo). Da questa radice, deriverebbero anche la parola “súil” (occhio) in Irlandese Arcaico e “licat”, significante sia “occhio” che “sorgente” in Gallese Arcaico. 


Come menzionato sopra, è principalmente associata alla guarigione ed alla fertilità ma anche alla veggenza; come tante altre dee ha una natura ambivalente. Sulis veniva spesse volte invocata per proteggere chi subiva dei torti e maledirne i perpetranti, in quanto garante di giustizia. 

Nel museo delle terme romane possiamo ammirare ben 130 tavolette in peltro, su cui vi sono iscritte delle maledizioni ed invocazioni alla dea per ottenere vendette personali. Normalmente si trattava di tornaconti per piccoli furti, spesso avvenuti dentro lo stabilimento: piccole somme di denaro, capi di vestiario od oggetti personali. Queste tavolette, oltretutto, hanno un valore storico inestimabile potendo essere tra gli unici esempi scritti di lingua celtica.

I Romani, arrivati nel Somerset nel 43 DC durante la loro campagna di occupazione britannica, subito riconobbero la sacralità del luogo. Nonostante la loro frenetica sete di espansione dell’impero, erano soliti rispettare le divinità locali - sincretizzandole spesso con i loro dei (interpretatio romana).

Apprendendo presto la natura benevolente ed il forte senso di giustizia di Sulis, non fu difficile associarla a Minerva - amatissima dea patrona della ragione, saggezza e delle virtù eroiche, nonché protettrice degli artigiani. Il suo culto era diffusissimo nell’Impero, testimonianze della sua devozione furono trovate in tutte le province romane e venne spesso assimilata ad altre divinità come la celtica Brigantia o la kemetica Neith.

Sulis-Minerva, dalle miracolose qualità guaritrici, divenne popolare anche tra i soldati romani: molti reduci di guerra, afflitti da vecchie ferite ed acciacchi, si affidavano alla sua cura ed alla sua sorgente per riceverne i benefici. Durante la campagna militare, artigiani e mercanti si trasferirono per espandere i loro commerci in queste nuove province, mentre alcuni veterani decisero di cominciare una nuova vita ad Aquae Sulis - trasformando così questo tempio naturale, in un fiorente centro mercantile.

La fervente economia e la crescente popolarità del culto della dea, portarono alla decisione di rendere onore alla sacra sorgente costruendovi uno degli stabilimenti termali e luoghi di culto piu importanti delle province britanniche.

IL COMPLESSO TERMALE ED IL TEMPIO

Per trasformare una meravigliosa fonte naturale in un altrettanto stupefacente opera architettonica, ci volle l’esperta ingegneria romana. Era un progetto ambizioso: la sorgente era il regno della severa dea Sulis ed anche un ambiente fragile, essendo una locazione geotermica e quindi richiedente un’idraulica più complessa.

Legna e pietra vennero trasportate lungo le rive del fiume Avon, mentre piastrelle d’argilla vennero importate dal Wiltshire, esperti accorsero dalle province imperiali per assistere ai lavori; finiti nel 75 d.c.  Entro l’anno 100 d.C.; Bath era un vivace centro commerciale, ricreazionale e di culto - considerata una delle “città più sofisticate della Britannia Romana”.

Le terme diventarono così popolari che pellegrini visitavano regolarmente la cittadina per onorare Sulis Minerva ed approfittare delle acque termali; il flusso costante di viandanti portò ad una fervente espansione edile, trasformando ulteriormente il complesso termale.

L’originale radura boschiva, venerata dai Celti, venne racchiusa in una struttura dal volto a botte, illuminata fiocamente dal lume di candela e circondata da colonne e statue - arricchendone l’atmosfera mistica.

Il Tempio, costruito adiacente alla fonte, venne eretto in stile classico (inusuale, nella Britannia Romana): dentro vi era custodita la statua della dea, illuminata dal fuoco sacro. Il complesso si ergeva su un podio elevato di due metri dall'area pavimentata a mosaico; a circondare il tutto, vi era un ambulacro colonnato in stile corinzio.

Con l’avanzare del cristianesimo in Europa, questo imponente luogo di raccoglimento cadde in disuso - fino all’eventuale collasso dell’edificio.
Fortunatamente, oltre alla pianta della struttura, vennero trovati reperti archeologici inestimabili: testimoni silenziosi di un’epoca lontana, ormai dimenticata. 

LA STATUA DELLA DEA


La testa di bronzo di Sulis Minerva è uno dei reperti più famosi della Britannia Romana: il suo ritrovamento, nel 1727, fece intuire che Bath non era un sito archeologico come un altro. 

Probabilmente era parte della statua che risiedeva dentro il Tempio, torreggiando sopra l’altare sacrificale. Considerando le dimensioni della testa, possiamo solo immaginare l’autorità che potesse ispirare Sulis Minerva, illuminata solamente dalle fiamme serpeggianti del braciere sacro. 
Piccoli buchi tra i capelli rivelano che vi era probabilmente un elmo corinzio fissato sulla testa, purtroppo andato perduto nelle nebbie del tempo.


LA TESTA DI GORGONE

Come abbiamo detto, il tempio presentava numerose caratteristiche inusuali per l'architettura romana in Britannia: fra queste, di spicco era l'elaborato frontone con al centro una testa di Gorgone, sostenuta da due creature alate in un clipeo.  Supportato da quattro, larghe colonne alte 15 metri, doveva trattarsi di una visione molto potente per chi si avvicinava al tempio. 



Il frontone sfoggia diversi simboli carichi di significato: negli angoli vi sono dei tritoni, creature mezze pesce e mezzi uomini servi del dio Nettuno. In basso a sinistra vi è un elmo a forma di delfino, mentre nell’angolo destro abbiamo un gufo (simbolo di Minerva).

Varie sono le controversie sorte per determinare l'identità della Gorgone: infatti, nonostante abbia ali sopra gli orecchi e serpenti intrecciati nella barba, il volto raffigurato è maschile, mentre la tradizione vuole che la Gorgone fosse una creatura femminile, uccisa dall'eroe Perseo con l’aiuto di Atena (la controparte greca di Minerva). Una volta abbattuta, Perseo donò la testa alla dea, la quale la espose sulla sua corazza - quale migliore simbologia, per un tempio dedicato alla romana Minerva? 

Un'altra teoria suggerisce che la Gorgone sia invece una rappresentazione del dio Oceano,
il titano padrone delle acque. Il culto di Oceano era molto diffuso nella Britannia Romana: i legionari dovevano ovviamente attraversare la Manica, per sbarcare nell’attuale Regno Unito, per cui era nel loro interesse aggraziarsi il dio. L’imperatore Severo fece coniare addirittura delle monete con la testa di Oceano su un lato, la testa di Nettuno sull’altro; mentre sui ponti talvolta vi erano degli altari sacrificali dedicati a queste due divinità - per pagare pegno, in cambio della loro protezione nei pressi dei corsi d’acqua.
Una delle simbologie legate al titano erano infatti i delfini, uno dei simboli ritrovati anche sul frontone.

Un’altra teoria associa invece questa misteriosa figura ad una divinità celtica solare, Belenos: per quanto possa sembrare improbabile che dei romani abbiano finanziato un’opera simile, l’autore del frontone era un gallo ed avrebbe potuto “mascherare” la gorgone creando invece un tributo alla sua divinità patrona.

Probabilmente non sapremo mai la verità dietro a questa figura enigmatica, possiamo solo limitarci ad immergerci nell’atmosfera sacra di Aquae Sulis meravigliandoci di fronte a questo capolavoro architettonico, riverbero di frammenti di spazio e di tempo persi nei secoli.



♃Ludna
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giovedì 13 giugno 2019

L'Universo dei Tarocchi: Psicologia, Intuito e Magia - Parte I

Lo strumento della Strega più conosciuto al mondo ma, allo stesso tempo, meno compreso è sicuramente il mazzo dei tarocchi.
Questa serie di articoli non vuole essere una guida assoluta all'utilizzo di questo mezzo, poiché in molti esoteristi hanno già scritto a riguardo e, nonostante utilizzi i tarocchi da quando ho memoria, continuo a credere che i migliori maestri in questa pratica siano l'esperienza e l'intuito.

In questi articoli, infatti, intendo raccontarvi le mie personali riflessioni, le mie conoscenze e le mie esperienze con questo antico quanto efficace strumento, con la speranza di poter essere utile sia a coloro che hanno appena iniziato a studiare questo metodo divinatorio, sia ai più esperti, magari offrendovi un ulteriore punto di vista.


ORIGINE DEI TAROCCHI

La prima documentazione storica che abbiamo sui Tarocchi risale al quattordicesimo secolo, in un documento intitolato “Cronaca di Viterbo” possiamo leggere:

"Anno 1379, un gioco di carte proveniente dalla Saracinia chiamato Naib è stato portato a Viterbo".

mamluk tarot deckL'origine del termine Naib è incerta, ma si pensa che si riferisca al mazzo dei Mamelucchi Egizi chiamato Mulûk wa-Nuwwâb. Il mazzo era composto da 52 carte divise in 4  sezioni: Bastoni da Polo, Monete, Spade e Coppe. Ogni sezione aveva 10 carte numerate da 1 a 10 e tre carte di corte, raffiguranti gradi elevati nelle gerarchie civili o militari: Malik (Re), Nā'ib Malik (Vicerè) e Thānī na'ib (Secondo in comando).

Si pensa inoltre che il mazzo non sia stato inventato dai Mamelucchi stessi, ma che fosse giunto a loro dalla Cina, attraverso il popolo della Mongolia con cui i Mamelucchi avevano frequenti contatti.
In aggiunta, mentre il Re ed il Vicerè rappresentavano due autentiche cariche della gerarchia dei Mamelucchi, non si trova traccia invece della carica di Secondo in comando, si suppone quindi che in origine il mazzo avesse solamente due figure e che la terza fosse stata aggiunta in seguito per l'influenza data da un altro mazzo di carte di origine Persiana, il Ganjifa, che conteneva anch'esso tre carte di corte.

Le carte dei tarocchi in origine erano utilizzate come gioco da tavolo, un passatempo comune che si diffuse rapidamente fra il popolo, dalle corti reali alle taverne di paese; si prestavano sia ai fini educativi che al diventare un vero e proprio gioco d'azzardo, per questo motivo in seguito vennero infatti banditi da precisi statuti, in quanto immorali. 
Acquisirono un carattere divinatorio grazie alle popolazioni nomadi degli Zingari, che diffusero questa tradizione durante le loro peregrinazioni in Europa.

Sull'origine delle 22 carte addizionali si conosce ancora poco, anche se molte sono le speculazioni a riguardo, ma considerando l'iconografia molto affine a quella del periodo, si ipotizza che siano originarie del Medioevo.
Queste carte venivano chiamate Trionfi per distinguerle dalle altre. Le principali fonti storiche ritengono che i trionfi furono introdotti nel mazzo per rendere il gioco delle carte più complesso ed attraente.

Per quanto riguarda invece l'etimologia della parola "tarocchi" essa rimane un mistero, anche se in molti hanno provato a dare un'ipotetica spiegazione.

Secondo alcuni la parola deriverebbe dal greco etarohoi, che significa "amici che giocano nei convivi”; secondo altri invece, si riferisce ai fini disegni geometrici decorativi presenti sul retro delle carte, quest'arte in gergo si definiva “Taroccato".

Ma è alla fine del 1700, con la diffusione di varie correnti esoteriche, che le speculazioni più ardite iniziarono ad affiorare.

Court de Gebelin associò il mazzo con il libro di Thoth o libro di Tarot, antico testo filosofico in cui la divinità egizia della saggezza e delle scienze avrebbe condensato lo scibile umano. Inoltre, in antico egizio la parola tarosh significherebbe "via reale"; le immagini dei tarocchi rappresenterebbero quindi la sintesi allegorica dei geroglifici.

Alphons L. Constant, più conosciuto come Eliphas Levi, filosofo, occultista e studioso del simbolismo,  abbinò le 22 immagini dei Trionfi ai 22 percorsi che uniscono le 10 Sephirot dell'albero della vita della Cabbala, ipotizzando che la parola Tarocchi derivasse da Torah.

Le ipotesi sull'origine dei Tarocchi sono infinite e ciascuna di esse apre a nuovi spunti, invitando gli studiosi a indagare su nuove interpretazioni, ma nessuno è mai stato in grado di stabilirne un'origine con certezza; forse anche questo rende questo metodo divinatorio tanto enigmatiche quanto interessanti.

IL MAZZO DEI TAROCCHI

La versione classica del mazzo dei tarocchi comprende 78 carte, suddivise rispettivamente in 22 Arcani Maggiori, che come abbiamo già detto vengono chiamati anche Trionfi, e 56 Arcani Minori, a loro volta divisi in 4 semi (bastoni, coppe, denari, spade), ognuno di essi rappresentato su 14 carte tra numeri e figure.
La suddivisione dei 4 semi degli Arcani Minori suggerisce un facile accostamento alla rappresentazione allegorica dei 4 elementi: 

Bastoni - Fuoco, 
Coppe - Acqua, 
Spade - Aria, 
Denari - Terra.

Genericamente, soprattutto in una lettura di tipo psicologico, gli Arcani Maggiori hanno una valenza più forte per quanto riguarda il responso, mentre gli Arcani Minori, come suggerisce il termine, indicano maggiormente delle risposte collaterali, altri fattori che possono influenzare positivamente o negativamente il valore generale della risposta.

Di solito, soprattutto nei mazzi di fattura più recente, gli Arcani Maggiori sono associati a dei numeri da 0 a 21; in questa maniera si identificano più facilmente le figure e inoltre, se osservati disposti in numerazione progressiva, possiamo notare come descrivano perfettamente le varie fasi della vita dell'essere umano.
Escludendo la carta zero, il Matto, che rappresenta il caos primordiale dove tutto termina e tutto inizia, le altre 21 carte possono essere suddivise in 3 serie da 7, che rappresentano i tre percorsi evolutivi della vita: gioventù, età adulta, vecchiaia.

Per rappresentarli schematicamente al meglio, dovremmo disporre gli Arcani Maggiori in un cerchio, iniziando e chiudendo con il Matto. Possiamo notare così che il mazzo è divisibile anche perfettamente a metà, ognuna delle quali contenente 11 Arcani.

I BAGATTO 0 MATTO
II PAPESSA XXI MONDO
III IMPERATRICE XX GIUDIZIO
IV IMPERATORE XIX SOLE
V PAPA XVIII LUNA
VI AMANTI XVII STELLE
VII CARRO XVI TORRE
VII GIUSTIZIA XV DIAVOLO
IX EREMITA XIV TEMPERANZA
X RUOTA DELLA FORTUNA XIII MORTE
XI FORZA XII APPESO


La prima metà rappresenta un vero e proprio percorso evolutivo della vita terrena, questi Arcani sono legati a concetti tangibili e razionali, con cui ognuno di noi si può riconoscere.

La seconda metà invece rappresenta una sorta di viaggio iniziatico, scandito da allegorie, figure esoteriche in cui l'essere umano ha un ruolo marginale e passivo.

Mentre la prima metà del mazzo è legata a concetti prettamente fisici, la seconda metà è decisamente legata a figure metafisiche: due strade che ad una prima occhiata sembrano opposte, che non sono una alternativa all'altra, ma bensì da percorrere contemporaneamente e in equilibrio l'una con l'altra. 
Sono le due energie opposte che permettono alla grande ruota dei tarocchi di continuare a girare, il tutto a rappresentare il ciclo della vita.

Unornya

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lunedì 3 giugno 2019

3 Giugno, Luna Nuova in Gemelli

luna nuova gemelli fasi lunari


Quest’oggi, a mezzogiorno, la Luna diviene nuova sotto il segno dei Gemelli.
Segno governato dall’elemento aria per eccellenza, in questi giorni potremmo sperimentare cambiamenti repentini, sia nel nostro umore, sia nel clima.

È il momento ideale per utilizzare uno strumento che molto spesso viene dato per scontato: il respiro.
La respirazione ci permette di assimilare l’energia dell’ambiente che ci circonda e di ripulirci dalle negatività. Fate degli esercizi ad occhi chiusi, focalizzandovi sul vostro respiro e visualizzando l’aria che entra nei vostri polmoni come pura energia dorata e l’aria che esce, invece, come una nera esalazione, energia negativa che lascia il vostro corpo.

In questi giorni sia la Luna che il Sole sono dominati dalle energie di Mercurio, messaggero degli Dei, di conseguenza sono favorite tutte le modalità di comunicazione e gli spostamenti.

Il segno dei Gemelli è anche caratterizzato dalla leggerezza, è il momento di sdrammatizzare e di accantonare per un po’ tutte le nostre preoccupazioni, regalatevi un po’ di tregua, distraetevi e ricaricatevi di energia; in questo modo potrete affrontare i problemi con un’ottica diversa, del resto la Luna nuova rappresenta l’inizio di un nuovo ciclo, un cambiamento.


Questo novilunio rappresenta il momento più prospero per visualizzare e manifestare ciò che vogliamo essere veramente, non abbiate timore di chiedere all’universo quello che desiderate.

La divinità che meglio rappresenta questa lunazione è Kore, l’eterna fanciulla, la figlia quasi indistinta dalla madre Demetra, l’aspetto più leggero, innocente e spensierato di Persefone, terribile e silenziosa regina dei morti.

Unornya

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